Ritorno al passato……

Nel tempo si sono perpetuate conoscenze e luoghi comuni totalmente infondate su evidenze scientifiche ,ma basate su esperienze personali o su racconti tramandati nei secoli; una canzone popolare evocava importanza di bere “il latte, il latte conviene e fa bene a tutte le età “, era degli anni 60 il problema è che i medici ancora ci credono, se la sono bevuta, come si sono bevuti che il formaggio fa bene alle ossa, che lo zucchero fa bene al cervello, che la carne da energia e che la pasta fa ingrassare mentre le proteine fanno dimagrire.

Continuo ad osservare in occasioni saltuarie come i pasti delle unità coronariche contengano formaggi, salumi e uova, mentre reparti di diabetologia con pasti a base di pane bianco e purea di patate; visionato menù di mense scolastiche, grazie alla presenza di una persona amata che ci opera dentro, contenenti  prodotti animali distribuiti tutti i giorni con dosi di proteine tali che se i bambini mangiassero effettivamente tutto avrebbero introdotto a mezzogiorno tutte le proteine necessarie nell’intera giornata.

Dall’antichità non solo possiamo trovar miracolosi prodotti naturali con proprietà fitoterapiche indiscutibili, ma anche principi nutrizionali non alterati e genuini tali da permetterci un miglioramento della Nostra qualità di Vita.

Spesso sentiamo affermare come basti mangiare meno per non ingrassare e per stare bene; questo è assolutamente deleterio, questo non è vero !

Oggi è fondamentale concentrare l’attenzione non solo sul peso corporeo, ma sulla composizione e sulla distribuzione del grasso.

Occorre spostare la valutazione degli effetti del cibo sulla salute metabolica; la dieta ipocalorica basata solo sul calcolo giornaliero delle calorie oltre a non aver alcun fondamento scientifico, ha una durata talmente limitata che non porta a nessun beneficio.

Fondamentale oggi diviene passare dai grammi alle porzioni, la ricerca scientifica oggi conferma quanto da Me sostenuto da tempo, come la sequenza degli alimenti di un pasto, quindi l’ordine come si assumono, sia la chiave del controllo della composizione corporea e ormonale del Nostro organismo dopo ogni pasto.

Inoltre oggi fondamentale diviene la qualità del cibo che si assume, la composizione chimica alimentare di ogni micronutriente presente negli alimenti e le modalità di allevamento.

Un alimento da me considerato indispensabile per una corretta e sana alimentazione, snobbato oramai in un epoca di ricchezza ed agio, dove non ci accorgiamo come dilaghino le patologie del benessere, diabete, ipertensione, ipercolesterolemia ed obesità è il Miglio (Panicum miliaceum), cereale rustico e poco esigente si adatta a crescere sotto molti cieli diversi, da quelli tropicali a quelli freddi del Nord Europa.

miglio

 

Il miglio è il cereale più antico nella storia dell’alimentazione umana. Originario dell’Asia centrale (probabilmente dell’India), era consumato già in epoca preistorica, quando veniva raccolto allo stato selvatico. La sua coltivazione richiede pochissime cure, quindi era adatta a popolazioni primitive e seminomadi. Apprezzato già dai sumeri, venne coltivato poi dagli egizi e dai romani, che ne apprezzavano le virtù nutritive e la lunga conservabilità.

Il miglio compariva abitualmente sulle tavole dei nostri avi e, insieme a orzo, grano, ceci, lenticchie, cipolle, aglio, porri e cetrioli.

Fino all’arrivo del mais rappresentò comunque un alimento di base nell’Italia settentrionale, dove veniva consumato sotto forma di polentina.

Il tegumento, coriaceo, è impossibile da masticare e del resto privo di nutrienti. Contiene però glutine, a differenza del semino interno: se la decorticazione non è ben fatta, il cereale non può quindi essere destinato ai celiaci

Il chicco di miglio, se correttamente conservato, può restare commestibile anche per vent’anni. Nel 1378 Venezia, assediata dai Genovesi, si salvò grazie al miglio stoccato nei suoi magazzini.

E’ ricco di carboidrati (72%) di ottima qualità, apporta una discreta quantità di proteine (11%) ed è povero di grassi (3,6%). Fornisce un buon apporto di vitamine del gruppo B, soprattutto di tiamina (B1), importante per il metabolismo dei carboidrati e per l’attività dei nervi, dei muscoli e del cuore. Contiene anche una discreta quantità di vitamina A. Il miglio contiene lipidi in proporzione variabile con una percentuale elevata di acidi grassi insaturi (78-82%).

l miglio è quindi una vera farmacia naturale: contiene vitamina A, del gruppo B e acido folico, ma anche ferro, calcio, fluoro, potassio, magnesio, zinco, silicio aminoacidi solforati come la cisterna, importante per rallentare la cura dei capelli (promuove la formazione della cheratina) ma anche per la protezione delle unghie fragili, delle ossa e dello smalto dei denti.

Diuretico ed energizzante, il miglio è consigliato in fitoterapia per contrastare lo stress, l’anemia, la depressione e la stanchezza, in particolare quella di origine intellettuale.

Gli viene attribuita la proprietà di combattere gli aborti, e quindi è consigliato alle donne in gravidanza.

 

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Non a caso, nell’antica mitologia tedesca esisteva una dea protettrice della fertilità che dimorava sul Monte del Miglio

E’ particolarmente ricco in lecitina, sostanza in grado di svolgere un’ottima azione di controllo sui livelli di colesterolo nel sangue e che migliora la memoria, la concentrazione e le attività intellettuali in genere; fornisce un ottimo apporto di colina, sostanza fondamentale per la funzionalità nervosa.

E’ un cereale facile da digerire, per questo particolarmente adatto nella prima infanzia, nei soggetti anziani, nella convalescenza, per le donne in gravidanza (secondo alcuni autori è in grado di ridurre la frequenza degli aborti) e per chi svolge intensa attività intellettuale.

E’ leggermente rifrescante, per cui si può considerare più adatto al consumo primaverile-estivo e ai pasti della prima metà della giornata.

Un’altra caratteristica di estremo interesse è data dalle sue proprietà alcalinizzanti: per la sua ricchezza in minerali come calcio e magnesio, il miglio è l’unico cereale che aiuta l’organismo ad eliminare le scorie acide, prodotte in grande quantità dall’alimentazione moderna occidentale e dai nostri ritmi di vita troppo stressanti.

Combatte lo stress, la depressione, la stanchezza. Un ultimo pregio che lo rende adatto anche ai frenetici tempi moderni è la sua facilità di preparazione: bastano 15 minuti di cottura in acqua bollente. Prima di versarlo in pentola, tuttavia, è opportuno sciacquarlo abbondantemente con acqua corrente fino ad eliminazione di ogni torbidità.

Il miglio si può mangiare come tale con un poco di olio e di spezie ma può essere utilizzato per preparare ottimi minestroni, deliziose creme vellutate, ripieni di verdure di stagione, polpette e sformati.©

Per dilettarVi in cucina ecco una speciale ricetta :

Polpette di miglio alle verdure con crema di fave

Ingredienti per 32 polpette

    Miglio decorticato bio 200 g ,Acqua 550 g ,Olio extravergine d’oliva 25 g ,Pangrattato senza glutine 50 g, Prezzemolo tritato 5 g, Curcuma in polvere 10 g ,Aglio 1 spicchio, Zucchine 100 g, Carote 100 g, Scalogno 15 g , Melanzane 100 g , Prezzemolo tritato 5 g

Per preparare le polpette di miglio alle verdure con crema di fave, iniziate dalla preparazione del miglio. Sciacquate bene sotto un getto di acqua fredda il miglio e scolatelo, tritate finemente lo scalogno , e tagliate a dadini la carota .Tagliate, sempre a cubetti, anche la melanzana  e la zucchina  e mette il tutto da parte. Poi scaldate l’olio in una padella e aggiungete il miglio lasciatelo tostare per qualche minuto, mescolando di tanto in tanto , quindi versate a filo l’acqua calda  e lasciate cuocere per 25 minuti. Una volta cotto, traferite il miglio in una ciotola e lasciatelo raffreddare completamente. In un’altra padella fate appassire lo scalogno in un filo d’olio a fuoco basso, quindi aggiungete le carote),poi le melanzane ed infine le zucchine. Salate il tutto ,e lasciate cuocere per 20 minuti sfumando con un mestolo di acqua calda o brodo vegetale fino a che non diventeranno morbide. Dedicatevi ora alla preparazione della crema di fave: sgranatele una ad una e una volta sgranate tutte , fatele sbollentare per circa 10-15 minuti. Versate quindi le fave in un contenitore dai bordi alti, aggiungete olio, menta e sale e frullate il tutto con un frullatore ad immersione, fino ad ottenere un composto cremoso. Aggiungete al miglio freddo: le verdure,il prezzemolo tritato, uno spicchio d’aglio schiacciato e la curcuma. In ultimo unite anche 50 g di pangrattato senza glutine. Cuocete le polpette in forno statico a 180° per 18-20 minuti oppure in forno ventilato a 160° per 10-15 minuti. Servite le vostre polpette di miglio alle verdure insieme alla crema di fave.

 

 

 

 

 

                                                                                                       Dott. Giulio Lattanzi

                                                                                                   farmacista, nutrizionista

                                                                                                  Farmacia C. “ Le Fornaci “

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Omega 3 (Ώ 3)

 

In numerose occasioni sia sociali e sia professionali mi è capitato di suggerire a pazienti con evidente sindrome metabolica, arruolabili come ideali nello Studio MeMeMe cosa fare e come comportarsi.

Tipizzazione evidente di alcuni rivelava almeno due dei seguenti fattori, o una glicemia superiore a 100 mg/dl, o una circonferenza vita oltre 102 cm per l’uomo o di 88 cm se donna, valori di trigliceridi oltre 150 mg/dl o colesterolo HDL inferiore a 50 mg/dl e mi permetteva consigliare l’impiego di Omega 3 (Ώ 3).

Quindi oltre ai farmaci suggeriti dal Proprio medico di famiglia o dallo specialista, oltre il consiglio di svolgere una sana attività fisica quantificabile con almeno 10.000 passi al dì; io suggerivo assumere 2 grammi al giorno di Omega tre ( Ώ 3 ) durante i pranzi principali al fine di contribuire alla riduzione del processo infiammatorio in corso e limitarne la crescita dei valori infiammatori.

Ora alla luce di una trasmissione andata in onda ieri sera sulla Classica rete di Stato, mi vedo costretto mio malgrado a smentire per l’ennesima volta quanto affermato, a evidenziare quanto oggi tutti a prescindere dalle competenze, dalla Laurea conseguita e dalla specializzazione parlano di Nutrizione, parlano di Alimenti, parlano di Scienza dell’Alimentazione.

Ora vengo al dunque: Affermare e classificare gli omega 3 ( Ώ 3 ) in base alla capacità di sciogliere un bicchiere di plastica, evidenziarne tossicità in base a quest’azione e magari vantando proprietà a quella capsula se non capace di farlo è quanto di peggio si possa fare, è mistificazione, è raccontare senza alcuna conoscenza e competenza una semplice modificazione chimica reale, e venderLa come tossica, come pessima per il Nostro organismo.

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Solo chi a competenze in materia può comprendere senza allarmismi, ma con cognizione di causa il perché quel processo accade e l’inutilità di quanto osservano.

In chimica il simile scioglie il simile, sostanze polari sono solubili in solventi polari come accade per esempio con il Sale da cucina nell’acqua; lo stesso sostanze Apolari sono solubili in solventi apolari , per esempio la vitamina E in Olio di Oliva, sempre per restare nella quotidianità semplificando il processo.

Ora la molecola contenuta negli Omega 3 (Ώ 3) di origine naturale, quelli derivati ad esempio da originali e puri pesci azzurri, come sardine, acciughe e sgombri ha una struttura 3 EPA e DHA simile ai trigliceridi ed altamente assimilabile essendo molto più biodisponibile e con un paragone: fatto 100% olio di pesce naturale, questi Omega 3 (Ώ 3)  hanno biodisponibilità al 124%.

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esistono invece in commercio integratori con comunque Omega 3 (Ώ 3) ad alta concentrazione, ma non di origine animale che hanno struttura simile agli Esteri Etilici EE il cui assorbimento è inferiore, ma mi raccomando RICORDATE ! NON TOSSICI, non Velenosi comunque per l’uomo !

Ora la molecola presente in questi ultimi è un estere etilico ad alta concentrazione e considerata tuttavia sicura dal FDA Americana ed adatta al consumo per essere umano, ma per via della sua particolare polarità è un BUON SOLVENTE per le materie plastiche ! Sottolineo solo solvente senza alterarne le strutture molecolari, senza esser tossica.

La tollerabilità e la sicurezza è comunque garantita perché la superfice del canale digerente umano è ricoperta da una mucosa, matrice acquosa polare che non ha alcuna affinità SOLUTO/SOLVENTE con l’estere etilico.

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Quindi per concludere, suggerisco di continuare ad assumere gli Omega 3 (Ώ 3) per tutti gli effetti benefici riscontrati sull’organismo umano con migliaia di studi diffusi, altresì come per ogni ambito alimentare, nutrizionale e salutare, l’importante è acquistare prodotti di qualità, prodotti con la più elevata concentrazione di omega 3 naturali derivanti dal pesce azzurro e non possibilmente integratori con alta concentrazioni di esteri etilici.©

                                                                                 Dott. Giulio Lattanzi  

                                                                            Farmacista, Nutrizionista                                                                                                        

                                                  

Cumino Nero ( Nigella Sativa )

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Il Cumino Nero è originario della regione mediterranea del nord Africa, ma cresce anche in Turchia e in Oriente. È una pianta annuale appartenente alla famiglia delle Ombrellifere. I fiori, che si sviluppano in estate, sono di colore bianco, con sfumature azzurrognole, i frutti sono rigonfi e contengono piccoli semi neri. La Nigella Sativa è state ampiamente utilizzata fin dall’antichità nel campo fitoterapico e come condimento alimentare per migliaia di anni. Il Cumino Nero è conosciuto come “il seme Benedetto” da millenni, ed è considerata da sempre un’erba da notevoli proprietà fitoterapiche. Il Profeta islamico Mohammad,nel Corano, ebbe a scrivere: “guarisce ogni malattia, tranne la morte. Conosciuto sin dall’antichità, il cumino era molto amato dai Romani che lo usavano come condimento o ridotto in pasta da spalmare sul pane. I Greci usavano così tanto questa spezia che la tenevano a tavola in un contenitore (come oggi facciamo con il pepe), usanza mantenuta ancora oggi in Marocco. Durante il Medioevo si credeva che il cumino avesse il potere di non far fuggire animali domestici e amanti e che in generale fosse di buon auspicio, soprattutto per le coppie di sposi.

E’ stato trovato nelle tombe dei faraoni egizi ed in India è menzionato in un testa di erbe medicinali di 2500 anni fa. Oggi gli scienziati hanno scoperto che ha potenti proprietà positive per chi vuole migliorare il suo metabolismo e tornare al peso forma. Intorno al medioevo il cumino è spezia usata e coltivata in Europa a cui vengono associati dei poteri magici. In Germania il cumino aiuta a tenere lontani i demoni della foresta (e infatti ancora oggi possiamo trovarlo nel pane tedesco) mentre in Italia si pensava che servisse a non far scappare gli animali ed anche gli amanti.

L’olio dei semi della Nigella ha una particolare importanza nella disintossicazione dell’intestino, poiché un tratto intestinale bloccato può portare a molte altre malattie, come diceva Paracelso: “La morte si trovato negli intestini”. Le tossine possono essere prodotte da normalissimi batteri intestinali e funghi, che non possono essere eliminate inizialmente dall’intestino, a causa di una tendenza alla costipazione, che si verifica nello stesso momento; quest’accumulo di tossine può portare a molti sintomi delle malattie e al danno funzionale degli organi.

In uno studio intitolato Effetto della polvere di cumino sulla composizione corporea e il profilo lipidico nelle donne in sovrappeso e obese 88 donne in sovrappeso/obese sono state divise in due gruppi. Al gruppo sperimentale è stato chiesto di assumere 3 grammi al giorno di cumino in polvere con yogurt in due pasti per 3 mesi. La stessa quantità di yogurt senza il cumino in polvere è stata prescritta al gruppo di controllo.

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Il risultato è stato che chi ha consumato cumino alla fine del periodo aveva meno trigliceridi e colesterolo LDL, più colesterolo HDL, avevano perso più peso e ridotto indice di massa corporea, la circonferenza della vita e la massa grassa era notevolmente ridotta. Un altro studio ha valutato gli effetti del cumino sul metabolismo e l’insulina, che sono due fattori chiavi nel peso corporeo, ed ha concluso che assumere cumino ha avuto risultati positivi in 8 settimane.

Le proprietà del cumino a vantaggio della salute vanno rintracciate soprattutto nel fatto che esso contiene molti antiossidanti. Questi hanno la possibilità di agire contro i radicali liberi, prevenendo processi infiammatori e l’invecchiamento cellulare. L’abbondanza di sostanze antiossidanti consente una disintossicazione naturale dell’organismo. Tuttavia il cumino è importante anche se si soffre di diabete, di colesterolo e di trigliceridi, perché è capace di mantenerne i valori sotto controllo.

Il cumino è molto usato nella cucina del Nord Africa, dell’India e del Medio Oriente ed è presente tra le spezie del curry e quelle del garam masala, una miscela molto diffusa in India.
In Marocco aromatizza la carne arrostita, in Messico si mette nel guacamole, in Francia aromatizza alcuni tipi di pane mentre in Spagna e Portogallo si trova nelle salsicce e nei piatti a base di verdure.
Con il cumino vengono anche aromatizzati alcuni formaggi olandesi e valdostani.

Il cumino fa dimagrire soprattutto grazie all’azione termogenica,
esso innalza il calore corporeo, aumentando la spesa metabolica complessiva del corpo. L’organismo brucia più calorie del solito e, se non ne trova in circolo, va a prenderle direttamente dai depositi adiposi, che ci aiuta in questo modo a sciogliere.

Degli studi hanno registrato che il cumino migliora del 25% la capacità del corpo di disfarsi del grasso in eccesso, colpendo in modo particolare la zona addominale.
Funziona meglio se assunto assieme ad altre spezie come il finocchietto, l’anice, la senape, curcuma e lo zenzero. Il cumino lavora anche da stimolante per il processo digestivo. Il cibo, sarebbe meglio dire gli scarti, vengono spinti più velocemente verso l’uscita e ciò diminuisce il loro tempo di permanenza all’interno del colon, con tutte le conseguenze positive in termini di esposizione a sostanze tossiche e possibilmente cancerose.

Gli scienziati del Cancer Immuno-Biologv Laboratory del South Carolina scrivono: `Il cumino nero partecipa alla stimolazione del midollo osseo e alla produzione delle cellule immunitarie, stimola la generazione dell’ interferone, protegge le cellule normali dagli effetti dei virus, contrasta la riproduzione delle cellule tumorali e aumenta il numero delle cellule B produttrici degli anticorpi`. Fatto importante é che tutte le osservazioni fanno del cumino nero un buon candidato quale aggiunta alla prevenzione e alla cura del cancro.

In Germania è stato recentemente scoperto e sperimentato l’effetto benefico dell’olio di cumino nero sulla salute dell’uomo. L’immunologo di Monaco dr. Peter Schleicher (divenuto dal 1986, membro dell’accademia mondiale degli scienziati) ha fatto delle ricerche, presso il suo Istituto, sull’applicazione di questa cura verso malattie croniche. I risultati raggiunti corrispondono a quelli dei suoi colleghi americani. Egli scrive in proposito: ‘L’olio derivato dai semi del cumino nero contiene acidi grassi essenziali’. Grazie a ciò la sintesi produce importanti sostanze immunoregolatrici come la prostaglandina E 1. L’acido linoleico stabilizza la membrana della cellula e la prostaglandina agisce come antinfiammatorio, in modo da impedire le reazioni immunologiche che causano molte malattie croniche. Dall’acne al raffreddore da fieno, fino al cancro. Inoltre grazie alle sostanze contenute nell’olio di cumino nero l’aumento delle funzioni delle cellule T dell`allergia viene stabilizzato e vengono aumentati gli anticorpi. L’esagerata riposta immunitaria viene normalizzata e ridotta nei limiti.

Il dott.Schleicher, che ha testato l’olio di cumino nero su 600 pazienti, riferisce i seguenti risultati: ’Nel 70 % dei pazienti è stata constatata la guarigione da malattie di natura allergica – polvere, polline ecc. -, acne e neurodermiti’. Lo stesso prodotto é stato sperimentato con successo dallo stesso studioso nella prevenzione delle malattie da raffreddamento e le influenze. Il sistema immunitario viene quindi armonizzato e quindi e condotto ad uno stato ottimale. Lo scienziato tedesco ha quindi, come già menzionato, raggiunto gli stessi risultati ottenuti dagli studiosi e ricercatori americani.

Tutto questo conferma l’efficacia della pianta già conosciuta in Oriente e usata nei casi di allergia, infiammazioni, dolori mestruali, depressione, bronchiti, asma, malattie della pelle – come le neurodermatiti -, eczema, funghi o micosi, problemi di digestione, diminuzione di energia. Attualmente non è noto nessun effetto secondario e spiacevole del cumino.
Esso può essere assunto tranquillamente da soggetti di tutte le età, indipendentemente dalla loro condizione clinica. Se proprio vogliamo essere cauti, moderiamone l’uso durante la gravidanza ed in prossimità di un intervento chirurgico, perché potrebbe abbassare la pressione sanguigna.

cumino

Poi per dilettarci in cucina, vi consiglio un modo veloce, semplice e gustoso per assaporare il Nostro prezioso Cacao :

Hamburger di Lenticchie:

Ingredienti:

    600 g di lenticchie già cotte, 2 uova , 50 g di farina Integrale, sale Rosa , semi di cumino ,rosmarino     peperoncino in polvere, olio extravergine d’oliva,

Cuocere le lenticchie per una ventina di minuti in abbondante acqua, dopo averle lasciate a mollo in acqua per una notte. Frullarle ed aggiungere i semi di cumino, il sale, il peperoncino ed il rosmarino.

Aggiungere le uova e la farina e mescolare. In una padella far riscaldare l’olio ed aggiungere il composto di lenticchie a cucchiaiate. Cuocereun paio di minuti per lato in olio oliva. Ed ecco a voi gli hamburger di lenticchie

Al prossimo appuntamento…………………..©

                                                                                                       Dott. Giulio Lattanzi

                                                                                                   farmacista, nutrizionista


 

 

 

 

Wellness

wellness   Il termine wellness è un’estensione ed evoluzione del concetto di fitness: si riferisce ad una filosofia di vita che mette il benessere della persona al centro dell’attenzione proponendo attività sportive, pratiche di rigenerazione oltre che di mental training combinate con un’alimentazione corretta favoriscono uno stato di benessere ed equilibrio psicofisico. Sono proprio equilibrio e la moderazione le parole chiave che distinguono l’approccio del wellness all’attività fisica. Continue reading

LE BACCHE DI GOJI (Lycium Barbarum)

Da più di 1.000 anni le Bacche di Goji sono un alimento largamente consumato dalle popolazioni dell’Himalaya e del Tibet. Per i suoi benefici per la salute e le proprietà anti-invecchiamento, è stato acclamato da esperti e nutrizionisti “Tra le fonti di cibo più sane esistente sulla Terra”.

Il Lycium Barbarum (Bacche di Goji), vengono coltivate da migliaia di anni, sono considerate un elemento essenziale nella medicina tradizionale cinese e vengono usate tutt’ora per curare una vasta varietà di disturbi, chiunque guardi con attenzione alla storia dell’antica Cina, troverà molti riferimenti ai poteri curativi delle bacche di Goji e numerosi scritti di medicina tradizionale cinese descrivono il frutto del Goji come un potente rimedio anti-età, dalle grandi proprietà antiossidanti.

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Crusca d’Avena

La crusca è una sorta di involucro fibroso che ricopre i semi del frumento e degli altri cereali; fino ai primi anni ’70 la crusca veniva considerata un prodotto di scarto, da destinare principalmente all’alimentazione del bestiame, poi la crusca d’avena fece il suo ingresso nella letteratura medica solo in seguito alla pubblicazione di studi americani che provarono l’azione di questo cereale nella riduzione del colesterolo. Nel 1980 vi fu un boom del suo consumo, tanto che il New York Times arrivò a parlare di una “Oat-bran-mania”, la crusca-mania durò il tempo del clamore provocato dalla stampa, ma da allora seppur lentamente l’avena, così come il farro e l’orzo, si è affermata in cucina.

La crusca, che si ottiene per raffinazione, cioè separandola dalla farina, è una fibra alimentare che apporta molti benefici, il valore delle fibre dipende dal tipo di crusca: quella di frumento ne contiene circa il 50%, quella d’avena il 20%, quella d’orzo il 5% e quella di riso il 30%, per cui la crusca di frumento è da preferire, non solo perché contiene più fibre, ma anche perché è capace di assorbire l’acqua in quantità maggiore rispetto agli altri tipi.

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