Emangioma Cavernoso, Capillare e Infantile: scopriamo le differenze

– di Donato Antonazzo –

L’emangioma è una patologia complicata. Attualmente risulta ancora in fase di studio, non essendo ancora chiare le cause scatenanti. Ciò che si sa con certezza è che si tratta di una formazione tumorale benigna che attacca le pareti dei vasi sanguigni. Presenta un alto tasso di incidenza in età infantile, addirittura nelle prime settimane di vita.

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L’igiene orale nei bambini

– Del Dott. Teolindo Alessandri –

Spesso ci chiediamo (noi adulti) a che età dobbiamo iniziare a lavare i denti ai bambini e con quale frequenza. Ovviamente la questione è molto dibattuta, soprattutto perché, erroneamente, si pensa che i bambini ne abbiano meno bisogno visto che poi gli cadranno i denti decidui per lasciare spazio ai definitivi.

In realtà, gli studiosi dell’argomento, ci indicano che educare ad una corretta igiene orale pediatrica sarà fondamentale sia per il rapporto che in seguito avrà il bambino con l’igiene domiciliare e con il “dentista”, sia per evitare interventi o estrazioni precoci di denti cariati (che spesso lasciano un “brutto ricordo”) e salvaguardare i denti definitivi e soprattutto i primi molari (i sesti nascono proprio a 6 anni).

Per igiene orale s’intende la rimozione della placca e dei residui alimentari con i mezzi meccanici (spazzolino, filo interdentale, collutori, ecc). Questo è il punto cardine della prevenzione della carie. Un bambino nei primi anni di vita non sarà in grado di provvedere da solo alla propria igiene orale e dunque tale compito spetterà ai genitori o a chi se ne

prenderà cura.

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Sin dai primi mesi di vita si dovrà eseguire una pulizia tramite una garza sterile imbevuta con acqua. Dai 2-3 anni si potrà iniziare ad utilizzare uno spazzolino (i migliori sono a manico dritto e con la testina piccola) con dentifricio in gel (privo di componenti abrasive e fluoruri). Dai 6 anni il bimbo dovrà essere reso pian piano autonomo, ma sempre sotto la sorveglianza dei genitori.

Dobbiamo insegnare loro a lavare soprattutto i “punti difficili”, che sono tre: colletto del dente, spazi interdentali e solchi delle superfici masticanti. Inoltre è buona abitudine insegnare a spazzolare anche la lingua.

La tecnica di spazzolamento più consigliabile è quella che permette la maggiore asportazione della placca: è importante lavare dal rosa (gengive), verso il bianco (smalto dei denti) per il tempo necessario (2/3 minuti circa). Lavarsi i denti non serve per avere l’alito fresco e profumato ma serve per asportare la placca, aiutare a remineralizzare i denti ed evitare quindi la formazione di carie. Per quanto riguarda le volte necessarie di spazzolamento, durante la giornata, bisognerebbe rimuovere i detriti dopo ogni assunzione di cibo (realisticamente dopo ogni pasto principale, 2/3 volte al giorno).

I nostri figli prenderanno le abitudini che daremo loro e tutto sarà infinitamente più facile se queste abitudini gli saranno insegnate fin da piccolissimi e soprattutto se le vedranno anche negli adulti che li circondano.

QUINDI, ANCHE SE L’ARTICOLO È DESTINATO AD UN APPROFONDIMENTO SULL’IGIENE ORALE PEDIATRICO, NON CI DIMENTICHIAMO CHE QUESTE SONO BUONE NORME E BUONE ABITUDINI ANCHE PER GLI ADULTI!