I colori e gli stati d’animo, un arcobaleno di emozioni

– Di Daniele Sborzacchi / Direttore Responsabile de “Lo speziale”

È ormai da anni dimostrato come i colori influenzino notevolmente i nostri stati d’animo, come il cervello interpreti ogni sottile mutamento di sensazioni e ci porti a vivere in maniera emozionante ogni piccolo passo della nostra vita.

Per questo il risveglio di luce e tonalità che arriva con la primavera ha su di noi un effetto benefico e stimolante. Non perché l’inverno non ci abbia appagato con il suo abbraccio fresco e significativo; ma il senso di intensità di luce e bagliori derivante dall’avvicinarsi della bella stagione è e resta da sempre un appuntamento molto atteso.

Fra stati d’animo e colori esistono delle profonde correlazioni, a livello inconscio e psicologico, a cui tanti studiosi abbinano precise corrispondenze di carattere energetico. E per questo l’influsso di luce e di calore scuote mente e corpo con vibrazioni positive e stimolanti. Nel corso degli anni si è arrivati anche a diverse analisi di meditazione cromatica, ovvero la maniera per cercare di capire e tradurre concretamente se e quando un’azione intrapresa possa avere come riferimento un colore. Molto spesso la riflessione è abbinata a tinte scure come verde e blu, l’azione in maniera più ricorrente ai cosiddetti colori caldi che possono essere rosso, giallo ed arancio.

Insomma, se nei momenti esaltanti o difficili che contraddistinguono le nostre gesta quotidiane non ci pensiamo spesso, presi dal trambusto e dai frenetici ritmi, è sempre bene avere presente che un colore magari sta rappresentando quegli istanti. Perché in fin dei conti la vita è un meraviglioso arcobaleno di emozioni e noi siamo piccoli pittori della nostra esistenza.

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A B C della Coppetta Mestruale

– Della Dot.ssa Caterina Silvi –

La coppetta mestruale è un piccolo contenitore che viene inserito in vagina e la sua funzione è quella di raccogliere il sangue durante le mestruazioni. Non assorbe, solo raccoglie. In commercio ce ne sono molte, ma cosa le rende differenti? Materiale, forma, morbidezza, colori, prezzo, origine.img372

Il materiale principalmente utilizzato è il silicone medico, ma può essere anche di TPE (elastomero termoplastico, una plastica cugina del caucciù molto economica e poco elastica) ed infine in lattice.

Di qualsiasi materiale sia fatta, esistono vari modelli classificati per la morbidezza, che si sceglie in base alla tonicità del proprio pavimento pelvico.

Più il pavimento pelvico è tonico e attivo più la coppetta deve essere “rigida” per poter offrire una resistenza alla contrazione muscolare dei muscoli pelvici durante le azioni quotidiane. Va inoltre valutata la taglia in base alla grandezza del canale vaginale ed in base alla storia ostetrica della donna. Anche il flusso mestruale è un fattore da tener presente per non obbligare la donna a svotare la coppetta frequentemente con la scelta sbagliata del modello.

Il costo di una coppetta va dai 10 ai 35 euro e considerando che dura almeno 5 anni ( talvolta fino a 10) fa di essa la scelta piu’ economica sia per il risparmio sul costo degli assorbenti, sia su quello dei rifiuti.

Modalità d’uso

La coppetta va sterilizzata prima del suo primo utilizzo e tra una mestruazione e l’altra semplicemente facendola bollire per circa 5 min.

È importante l’igiene accurata delle mani per evitare possibili infezioni prima dell’inserimento e dopo averla svuotata. Quando la si usa durante una mestruazione tra uno svuotamento e l’altro è sufficiente pulirla sotto il getto d’acqua.

L’inserimento varia da coppetta a coppetta in base alla forma, ai bordi ed alla morbidezza.

Perché è utile una consulenza per la scelta?

• Ogni coppetta ed ogni vagina è differente!

• È utile valutare il pavimento pelvico e la storia ostetrica per fare il giusto acquisto.

• Per capire la propria anatomia e fare tutte le domande possibili (Come va inserita e tolta? Come valuto l’altezza della cervice uterina? Come varia l’utilizzo con l’utero retroverso? Come devo comportarmi mentre faccio sport? Posso dormire con la coppetta?…).

4 motivi per cui va utilizzata!

1) È IGIENICA! La coppetta mestruale a differenza degli assorbenti usa e getta comuni, non va ad alterare la flora batterica vaginale e non interferisce con le secrezioni vaginali. Tutti i tipi di assorbenti fanno respirare poco la vulva e di irritano le mucose per la presenza di componenti sintetici e additivi chimici.

2) È COMODA! Chi usa la coppetta mestruale, dopo aver scelto il modello adatto alla propria vagina, non avrà perdite e non dovrà pensare ogni mese ad avere una scorta di assorbenti usa e getta. Inoltre ha un’ autonomia maggiore rispetto agli assorbenti! Per flussi normali lo svuotamento della coppetta può avvenire anche dopo 4/8 ore.

3) È ECOLOGICA! In un anno una donna può usare dai 150 ai 400 assorbenti non riciclabili.

4) È ECONOMICA! La spesa annuale degli assorbenti usa e getta può oscillare tra i 24 euro (per chi compra modelli economici e ha mestruazioni brevi e poco flusso) contro i 15/35 euro della coppetta che dura minimo 5 anni.

Il melanoma cutaneo: diagnosi e prevenzione

– Della Dott.ssa Valeria Morelli / Specialista in Dermatologia –

Il melanoma cutaneo è un tumore che deriva dalla trasformazione neoplastica dei melanociti che sono cellule cutanee deputate alla sintesi del pigmento cutaneo: la melanina. La pelle è l’ organo più esteso del nostro corpo ed è formata da 3 strati: l’epidermide che è lo strato più superficiale, il derma e il tessuto sottocutaneo o ipoderma. I melanociti si trovano nell’epidermide ed hanno il compito di produrre la melanina che ci protegge dagli effetti dannosi dei raggi solari.

Il melanoma cutaneo è piuttosto raro nei bambini, mentre raggiunge la massima incidenza soprattutto tra i 45 e i 50 anni, anche se negli ultimi tempi l’età media di insorgenza si è notevolmente abbassata. L’incidenza è in continua crescita ed è addirittura raddoppiata negli ultimi 10 anni.

Iimg186.jpgl principale fattore di rischio per il melanoma cutaneo è l’eccessiva esposizione ai raggi solari, in particolare agli UVA e agli UVB che danneggiano il DNA delle cellule della pelle, innescando la trasformazione tumorale. È opportuno ricordare che anche le lampade e i lettini solari sono fonti di raggi UV dannosi (non me ne vogliano le estetiste)! Il rischio aumenta nelle persone con lentiggini o con molti nevi, in quelle con occhi, capelli e pelle chiara, in quelli che hanno avuto un parente stretto colpito da questo tumore, o la presenza di deficit del sistema immunitario, o particolari malattie ereditarie come lo xeroderma pigmentoso.

I melanomi possono originare sia da cute integra, sia da nevi preesistenti.

Clinicamente si distinguono 4 tipi di melanomi:

• il melanoma a diffusione superficiale (il più comune);

• lentigo maligna;

• melanoma lentigginoso acrale (localizzato alle estremità );

• melanoma nodulare ( il più aggressivo).

Il segno principale di un melanoma cutaneo è il cambiamento dell’aspetto di un nevo preesistente o la comparsa di un nevo nuovo. In presenza di un nevo sospetto bisogna tenere conto di alcune caratteristiche che sono riassunte dalla sigla ABCDE.

A sta per asimmetria, la forma cioè appare irregolare;

B sta per bordi che nel melanoma sono irregolari ed indistinti;

C indica il colore che non è uniforme;

D sta per dimensioni che nel melanoma aumentano progressivamente, sia in larghezza , sia in spessore;

E sta per evoluzione di un nevo che in tempo abbastanza breve presenta cambiamenti repentini nella forma, colore, dimensioni.

Altri sintomi e segni da non sottovalutare sono il prurito, l’arrossamento circostante e il sanguinamento.

Molto importante è la prevenzione che consiste nell’esporsi al sole in maniera moderata, proteggendo la cute con creme solari ad alta protezione, evitare l’esposizione nelle ore più calde (tra le 10 e le 16), utilizzare cappelli ed occhiali da solee ridurre l’uso di lampade e lettini abbronzanti.

Inoltre è necessario controllare periodicamente i propri nevi, sia mediante un autoesame, sia mediante visita specialistica dal dermatologo che può studiare l’aspetto dei nevi con la dermatoscopia. La dermatoscopia è un esame facile da eseguire ed assolutamente indolore, che permette di esaminare la lesione pigmentata a forte ingrandimento e di coglierne precocemente i segni che indicano una eventuale trasformazione maligna di un nevo.

La terapia è chirurgica e la prognosi dipende dallo spessore della lesione e quindi dal grado di invasione della cute.

DATI AIRC 2018