Aloe vera ( Aloe barbadensis Miller )

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Cari lettori,

nel presente articolo mi sono fatto ispirare più che dalla fioritura o massima maturazione delle piante da enunciare, dalla presenza in molte località balneari del Nostro stupendo Mediterraneo di questa meravigliosa pianta, da molti spesso non riconosciuta o scambiata per comune pianta grassa, l’Aloe.

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L’Aloe vera è conosciuta fin dall’antichità per le sue proprietà curative e benefiche; troviamo riferimenti e citazioni  nella Bibbia e in antichissimi documenti come l’Antico Testamento, nei Vangeli e in documenti Arabi, Indiani e Cinesi. Il documento più antico in cui si fa riferimento all’Aloe vera pare sia il Papiro di Ebers (circa 1500 a.C.), attualmente conservato all’Università di Lipsia, nel quale sono elencate le proprietà salutari della linfa di questa pianta, così come veniva utilizzata nell’antico Egitto ove, tra l’altro, entrava nella formulazione dei preparati adoperati per il processo di imbalsamazione. Dioscoride, medico greco (20-70 d.C.), autore del più antico trattato di farmacologia a noi pervenuto, il “De materia medica” nel quale parla diffusamente delle erbe officinali, descrisse ampiamente i benefici effetti di questa pianta per la guarigione di piaghe, cicatrizzazione di ferite, protezione e sollievo contro scottature, pruriti e infiammazioni cutanee. E’ sorprendente come l’uso che viene fatto oggi giorno della pianta corrisponde all’uso che ne facevano gli antichi; infatti gli studi effettuati confermano che già più di mille anni fà se ne faceva un corretto uso. Cresce spontanea su terreni secchi e calcarei ma può anche essere coltivata tramite i semi o per propaggine. L’aloe è una pianta grassa dalle cui foglie si estrae, tramite lavoro manuale, un succo denso, chiamato anche gel. Quando si elenca la lista delle proprietà benefiche dell’aloe vera quasi si stenta a crederci. Sembra quasi di aver fatto un salto a ritroso nel tempo e di ascoltare le descrizioni entusiastiche di quei banditori che vendevano pozioni miracolose girando per le piazze del XIX secolo. Molta gente si chiede come sia possibile che una singola pianta presenti una cosi vasta gamma di benefici effetti. Come fa l’aloe vera ad essere uno dei più potenti agenti disintossicanti, uno dei più efficaci stimolanti del sistema immunitario, un forte agente antinfiammatorio, un analgesico, uno stimolante della crescita cellulare, un acceleratore di recupero dei tessuti, un antisettico, una ricca fonte di nutrienti ed un valido aiuto per la digestione tutto simultaneamente? Secondo uno dei più affermati nutrizionisti americani, la chiave del potere dell’aloe vera consiste nel suo ricco contenuto di una classe di zuccheri a lunga catena conosciuti come Mucopolisaccaridi; egli ritiene che gli quest’ultimi siano fondamentali per l’organismo come i mattoni per una casa. Normalmente si trovano in ogni cellula del nostro corpo, e siamo in grado di fabbricarli da soli nei primi dieci anni della nostra vita. In seguito dobbiamo affidarci a fonti esterne, e poche piante rappresentano una fonte più ricca dell’aloe vera. Quando viene consumata internamente come bevande, usando il gel, l’aloe vera agisce da blando depuratore e disintossicante, attraverso il sistema digerente e penetrando nei tessuti. Spazza via le cellule morte superficiali, aiuta a rigenerarne delle nuove e favorisce un tessuto più sano, accelerando la guarigione delle ferite, lesioni ed ulcere; ha inoltre proprietà anti invecchiamento, la presenza di vitamine ed in particolare la vitamina C e la vitamina E, che insieme agli oligo elementi antiossidanti (manganese e selenio, nonché di altre sostanze come prolina e saponine, permettono all’organismo di contrastare meglio i radicali liberi e gli effetti dell’invecchiamento sull’epidermide;

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In base a recenti studi si è dimostrato come l’aloe vera possa sensibilmente prolungare la vita dei pazienti affetti da tumore e addirittura stimolare il loro sistema immunitario. In un esperimento effettuato su cellule di cancro umano si è appurato, iniettando direttamente in queste cellule un composto di aloe, la lecitina, quanto sia collegata l’attivazione del sistema immunitario con l’aloe. Infatti, le cellule a cui era stata iniettata la lecitina, hanno attivato una parte del sistema immunitario che a sua volta, produce sostanze che attaccano il cancro.  Pare inoltre che l’aloe favorisca la crescita delle cellule normali. Ma veniamo alle numerose proprietà del succo puro di Aloe Vera: assunto per via interna complessivamente esso depura l’organismo sia dalle tossine esogene, provenienti quindi dall’esterno, introdotte per via orale o respiratoria, che da quelle endogene, prodotte quindi direttamente dalle nostre cellule, come i cataboliti, aiutando così l’azione depurativa del fegato, dei reni e del sistema linfatico. Inoltre stimola e riequilibra il sistema immunitario, aumentando le difese dell’organismo; è di aiuto nei problemi ossei e articolari, come l’artrite; svolge una marcata azione eupeptica, colagoga, antinfiammatoria sull’apparato digerente, con effetto cicatrizzante, riepitelizzante, riequilibrante del pH e della flora batterica gastrointestinale. Il succo puro di Aloe Vera è perciò utile in caso di disturbi gastrici quali gastrite e ulcera, colite e colon irritabile, emorroidi, ma anche reumatismi; la grande ricchezza di vitamine, minerali e aminoacidi fa del succo di Aloe Vera un ottimo antiossidante, nutriente e tonificante. Per uso esterno il gel di Aloe Vera è largamente conosciuto per le sue proprietà antinfiammatorie, lenitive, calmanti, idratanti, anestetiche, rinfrescanti, cicatrizzanti, antibiotiche, quindi il suo uso è ideale in caso di pelle secca e danneggiata, mani screpolate, irritazioni della pelle e ustioni, scottature solari, punture di insetti, prurito, abrasioni e dermatiti, lesioni ulcerative, piaghe, pustole della varicella pruriginose, nonché trattamenti pre-solari e doposole.

Reperibile in Farmacia sotto varie forme farmaceutiche: succo, gel, pomata, crema , lozione, tintura madre, granuli omeopatici, gocce.

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Poi per dilettarci in cucina, vi consiglio un modo veloce, semplice e gustoso per assaporare  questo Nostro prezioso frutto di stagione:

Insalata Mediterranea con Aloe: 400g di cuori di spinaci ,4 mozzarelle di bufala, 4 pomodori medi ,1 pizzico di origano ,2 cuori di sedano

PER IL condimento : 4 cucchiai di aceto balsamico, 200 cc d i Aloe Vera, 100 gr di Olio di Oliva, un pizzico erba cipollina, peperoncino in polvere.

Lavare gli spinaci e dividere le foglie, disporli su un piatto, lavare il cuore di sedano e tagliarlo a julienne. A parte tagliare i pomodori a rondelle e disporli a strati sopra gli spinaci, tagliare a fette la mozzarella e disporla sopra i pomodori alternando gli strati. Per il condimento: in una ciotola preparare il condimento con olio, aceto balsamico, erba cipollina, ALOE VERA GEL e peperoncino, aggiungere il sedano come ultimo strato versando la salsa a pioggia poi guarnire il tutto con origano.©

Al prossimo appuntamento…………………..

Grano saraceno (Polygonum fagopyrum)

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Il grano saraceno detto anche grano nero, è una pianta erbacea annuale appartenente alla famiglia delle Poligonacee, il nome scientifico fagopyrum deriva dal latino fagus (faggio) e dal greco piròs (frumento); quest’origine etimologica è data dalle molte somiglianze tra le due piante: fagus perché la morfologia dei semi triangolari del grano saraceno è analoga a quella dei semi del faggio, piròs perché dai semi del grano nero, tramite un processo di macinazione, si ottiene uno sfarinato simile alla farina di frumento. 

A causa delle sue proprietà nutrizionali, e dei notevoli impieghi alimentari, il grano saraceno viene spesso classificato come un cereale, nonostante non appartenga alla famiglia delle Graminacee.

Il grano saraceno ha origini molto antiche. La sua coltivazione inizia nelle zone della Siberia, della Manciuria e della Cina. Con il passare del tempo, il grano saraceno inizia ad essere coltivato anche in Giappone, in India e in Turchia. In Italia sbarca nel XV secolo, grazie al commercio marittimo attraverso il Mar Nero, e solo dopo il medioevo acquisisce una distribuzione ed una coltivazione degna di nota anche a livello europeo.

Il grano saraceno a dispetto del nome, è in realtà un non-grano. Il grano saraceno, infatti, non è un cereale, è privo di glutine e per questo motivo molto conosciuto tra i celiaci, mentre in generale non è molto diffuso pur essendo un alimento ad alto contenuto. Benefici grazie ai suoi componenti, il grano saraceno apporta diversi vantaggi al nostro organismo: è amico dei vasi sanguigni, migliora la circolazione del sangue molto utile per chi soffre di emorroidi e vene varicose; contribuisce a ridurre il colesterolo cattivo (LDL), aiuta a regolare i valori pressori e le oscillazioni della glicemia. Previene il diabete e l’obesità, ha un basso indice glicemico e ne stabilizza i livelli. Contribuisce infine alla salute del colon soprattutto in quei pazienti affetti da disturbi in questo tratto intestinale.

Il grano saraceno contiene un glucoside denominato rutina, un composto fitochimico che tonifica le pareti dei vasi capillari riducendo il rischio di emorragie nelle persone affette da ipertensione e migliorando la microcircolazione nelle persone con insufficienza venosa cronica. Le foglie di grano saraceno essiccate da usare per infusione vengono commercializzate in Europa sotto il marchio “Fagorutin.”

Si è rilevato che una proteina del grano saraceno si lega saldamente al colesterolo. Sono in corso studi sul suo uso per ridurre il colesterolo plasmatico nei soggetti che presentano iperlipidemia.  Il grano saraceno ha origini orientali, il ceppo originario pare sia Himalaiano e Siberiano.

 

Il grano saraceno vanta notevoli proprietà nutrizionali ; contiene mediamente l’80% di carboidrati dal 13 al 15% di proteine che contengono tutti gli aminoacidi essenziali e quelli solforati, a differenza del frumento; è molto ricco di minerali tra cui spiccano il Ferro, lo Zinco, Calcio, Rame, Magnesio, Fosforo e molto Potassio nonché selenio e molte le vitamine del gruppo B.Il frutto di questa pianta ha un alto potere nutritivo in quanto contiene gli otto aminoacidi essenziali che il nostro corpo non è in grado di sintetizzare. Dai fiori della pianta del grano saraceno le api producono un miele dal colore molto scuro e molto saporito.

Modalità di consumo in commercio si possono trovare la farina di grano saraceno, ingrediente base della famosa polenta taragna e dei pizzoccheri valtellinesi, o il prodotto integro, in chicchi. 

In entrambi i casi è consigliabile acquistarlo confezionato, mai sfuso, perché si deteriora facilmente a contatto con l’aria. Per conservarlo al meglio va chiuso ermeticamente dopo l’apertura. 

Il grano saraceno va innanzitutto lavato in acqua fredda, poi scolato e tostato velocemente, dopodiché bollito in acqua calda salata per almeno venti minuti. 

E’ ottimo con le verdure e con i legumi, sia nelle zuppe che nelle insalate. L’ideale è mescolarlo con altri cereali, ad esempio cotto assieme all’avena può diventare una ricca prima colazione; la farina, specialmente assieme a quella di mais, ha largo impiego nelle preparazioni di pane e pasta.

 Sempre meglio all’acquisto controllare l’origine del prodotto che normalmente proviene dalla Cina e la cui qualità è senza dubbio inferiore al prodotto nazionale. ©

Come impiegare al meglio la farina di questo importante nutriente : 

INSALATA ESTIVA DI GRANO SARACENO

grano saraceno 100 gr, pomodorini ciliegini 75gr, ceci lessati 1 tazza , n° 3 zucchine fiorentine, fagiolini 100 gr, foglioline di menta, foglie di basilico, timo, semi di coriandolo, olio d’oliva extravergine, un limone, capperi , peperoncino e curcuma.

Dissalare i capperi, Mondare e lessare i fagiolini. Scolarli al dente e metterli subito sotto l’acqua fredda, per mantenere il colore. Mondare, tagliare a cubetti e saltare per una decina di minuti in una padella anti-aderenti con un paio di cucchiai d’olio le zucchine. Lasciarle abbastanza al dente e all’ultimo aggiungere i fagiolini tagliati grossolanamente e i capperi dissalati quindi aggiustare di peperoncino e curcuma. Tritare il basilico, la menta e il timo. Lavare e tagliare a metà i pomodorini. In una padella antiaderente tostare i chicchi di grano saraceno sempre mescolando per 3 o 4 minuti, quindi lessarli in abbondante acqua salata. Il tempo di cottura è circa un quarto d’ora, attenzione a non scuocerlo. Scolare e mettere da parte, facendo raffreddare. In una ciotola mettere le verdure, i pomodorini, i ceci lessati, e il trito aromatico. Cospargere con abbondante coriandolo macinato al momento (si può usare un macinaspezie o tritarlo nel mixer). Condire con olio extra-vergine di oliva, e aggiungere per ultimo il grano saraceno.vMescolare bene, aggiustare di peperocino e lasciar riposare almeno un’oretta. All’ultimo spruzzare con succo di limone a piacere e servire. ©

 

                                                                                                      Dott. Giulio Lattanzi

                                                                                                   farmacista, nutrizionista

                                                                                                  Farmacia C. “ Le Fornaci “

                                                                                                    Via F.lli Briziarelli n°17

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