Vuoi dimagrire per sempre? Non rinunciare mai agli spaghetti

Del Dr. Giulio Lattanzi – Farmacista e Nutrizionista

Secondo le recenti statistiche dell’Oms, in Europa oltre il 50% della popolazione adulta è in sovrappeso e circa il 23% delle donne e il 20% degli uomini sono obesi.
Immaginate che nell’arco di una vita media di 83 anni un paziente ingerisce mezza tonnellata di cibo all’anno, 41 tonnellate per tutto il periodo; immaginate solo cosa accadrebbe se tutta questa quantità fosse cibo spazzatura. Screenshot 2019-10-22 11.33.24

Secondo i LARN stilati dalla Società italiana di nutrizione umana, il regime alimentare più corretto è una dieta composta da 60% di carboidrati, 30% di grassi e 10% di proteine. Parametri che dovrebbero essere tenuti in considerazione anche in caso di dieta dimagrante, invece le varianti a questo modello sono le più disparate.
Dalla dieta del minestrone a quella dell’uva, passando per quella del gelato, tutte riscuotono successo, tra queste diete «miracolose» c’è anche quella iperproteica, composta solo da alimenti aventi un alto contenuto di proteine. Un’ alimentazione incentrata sull’assunzione di proteine ha successo perché ha un effetto drenante e fa perdere peso velocemente. La quantità e la varietà di cibo consentite in questi regimi rappresentano un ulteriore incentivo. Risultati a cui si aggiungono una maggiore tonicità muscolare e un appagante senso di sazietà. Le proteine sono macronutrienti di cui l’organismo ha bisogno in quantità limitata, ovvero 0,9 grammi per chilo di peso corporeo: quelle in eccesso, sotto forma di scorie, vengono eliminate attraverso i reni, gli organi che proprio per questa loro funzione risentono di più di una dieta iperproteica.
I grassi, assieme ai carboidrati, costituiscono la benzina del nostro organismo, ma il più delle volte vengono demonizzati perché considerati corresponsabili dell’aumento di peso. Rappresentano, invece, la riserva di energie, aiutano l’assorbimento delle vitamine A, D, E e di alcuni antiossidanti; inoltre hanno un ruolo importante nella vita delle cellule e nella «costruzione» di molecole vitali, come gli ormoni.

pastaFondamentale e da me sempre consigliato l’assunzione della pasta, soprattutto perché il pensiero diffuso che la pasta faccia ingrassare è un “mito” da sfatare. Una porzione media, pari a 70-80 grammi, contiene circa 300-350 calorie e zero grassi, quindi è assolutamente un cibo sano e salutare.

La differenza è data dalla quantità che si consuma e ovviamente dal tipo di condimento che si aggiunge.

Ecco qualche segreto per poterla consumare in totale tranquillità e soprattutto perché da me sostenuta e consigliata.

Prima regola è cercare abbassarne l’indice glicemico, utile soprattutto a chi soffre di diabete di tipo due o ha una glicemia “ballerina”.
La prima cosa è di cuocerla sempre al dente, perché più la pasta cuoce più l’indice glicemico è alto perché tende a crescere di pari passo con il tempo di cottura. Utile condire la pasta con un sugo a base di verdure o mangiarla subito dopo una bella insalata. Da anni ho dimostrato e diffuso il concetto che la sequenza di assunzione degli alimenti e non solo la loro composizione aiuta nel mantenere il totale
controllo del peso corporeo.

È quindi indispensabile passare dai grammi alle porzioni. La ricerca scientifica oggi conferma quanto da me sostenuto da tempo: la sequenza degli alimenti e l’ordine in cui vengono assunti è la chiave del controllo della composizione corporea e ormonale del nostro organismo alla fine di ogni pasto.
Importantissimi anche la qualità del cibo, la composizione chimica alimentare di ogni micronutriente presente negli alimenti e le modalità di allevamento. I grani antichi, per esempio, altro non sono che varietà del passato rimaste autentiche e originali, ovvero che non hanno subìto alcuna modificazione da parte dell’uomo per aumentarne la resa.
Generalmente oggi si tende a consumare la tradizionale farina di grano tenero bianca 0, oppure 00, con la quale vengono prodotti pane, pasta, prodotti da forno, dolci. Questa farina però è ricavata da un grano prodotto su larga scala, selezionato e modificato nel corso degli anni per rendere più ricca e abbondante la produzione modificandolo dal punto di vista nutrizionale e rendendolo più ricco di glutine. Ed è proprio sulla base di queste teorie che diviene fondamentale l’impiego di grani come il famoso Senatore Cappelli.
La minore presenza di glutine all’interno dei grani antichi rende la farina e di conseguenza tutti i prodotti che vi si possono ricavare, molto più leggeri, digeribili e assimilabili di quelli realizzati con il grano moderno. Ma non solo. I grani antichi sono adatti a tutti i tipi di preparazione e sono ottimi anche da integrare nell’alimentazione dei bambini.
Meglio non farsi mancare la pasta soprattutto in particolari periodi di stress o se si è soggetti a sbalzi umorali o periodi malinconici. I carboidrati complessi aumentano infatti la velocità con cui il triptofano viene fabbricato nel cervello, favorendo la sintesi della serotonina. Il triptofano è un precursore della serotonina, un ormone che contribuisce al benessere e chi ha bassi livelli di serotonina è incline alla depressione.
Sbaglia di grosso chi sceglie la pasta senza glutine nell’idea di non ingrassare. Mentre il glutine deve essere eliminato assolutamente dalla dieta degli individui affetti dal morbo celiaco o da una condizione definita di ipersensibilità al glutine per gli altri non è consigliabile una dieta priva della sostanza. Si rischia di non raggiungere un adeguato apporto di carboidrati complessi, come previsto dal modello alimentare mediterraneo. In più la pasta gluten-free ha l’indice glicemico più alto e quindi fa ingrassare.
Come fonte di macronutriente principale, la pasta contiene l’80 per cento di carboidrati. Contiene anche una piccola quota di proteine pari al 10-15 per cento, mentre non contiene grassi.
Ci sono stati molti studi che hanno dimostrato che nei grandi sportivi la pasta è la migliore fonte di carboidrati, che rappresentano il substrato che permette di assimilare il glucosio, la molecola che raggiungendo i muscoli offre energia disponibile per esempio in vista di un importante sforzo fisico. Per questa ragione la pasta è stata molto rivalutata in ambito sportivo ed è indicata anche in vista di un’attività fisica, d’intensità medio alta, come una camminata in montagna o percorsi di visite turistiche.
Si avrà meno affaticamento se nel pasto precedente l’attività fisica saranno assunti carboidrati.

Spesso mi chiedono quando consumarla, se a pranzo o a cena, non esiste un dictat, dipende dallo stile di vita. Se si ha un’attività lavorativa intensa e non si ha tempo di consumarla a pranzo, meglio lasciarla per la sera.
In ogni caso consumata a cena non è molto efficace perché dopo 3-4 ore si va a dormire e quindi l’energia non sarà sfruttata, ma accumulata. La pasta rappresenta una buona quota di energia per affrontare le attività della giornata. Il consiglio è di mangiarla a pranzo, unendo verdure e fonti proteiche come legumi o pesce e la sera preparare un secondo con contorno e un pezzetto di pane rigorosamente integrale.
Chi non ama pane e patate, ma preferisce la pasta, può anche consumarla tutti i giorni. È una questione di gusti, l’importante è assumere una fonte di carboidrati a ogni pasto per mantenere una dieta equilibrata, è sempre comunque consigliabile consumare la pasta cotta al dente rispetto a quella molto cotta perché la minor digestione degli amidi permette una dismissione più lenta delle molecole di glucosio contenute nell’amido stesso. Ci saranno quindi un minor impatto sull’indice glicemico e una minore stimolazione alla produzione di insulina e di conseguenza la stessa pasta avrà un minor impatto sul deposito di grasso nell’organismo. La cottura prolungata provoca al contrario un rilascio dell’amido e, addirittura, se la cottura è troppo prolungata, capita anche che l’acqua venga in parte assorbita dalla pasta.
La pasta allunga la vita. Sfatiamo i miti secondo i quali la pasta fa ingrassare e non può essere mangiata di sera. Suggerisco di consumare circa 80 grammi di pasta al giorno per le donne e 100 /120gr a seconda attività fisica nell’uomo, di prediligere quella di grano duro di alta qualità come Senatore Cappelli e meglio se trafilata al bronzo e anche integrale.
Desidero concludere indicando le principali proprietà benefiche della pasta per un’alimentazione sana e una vita più lunga:

  • è fonte di energia: ci permette di affrontare gli sforzi intensi perché fornisce la carica giusta grazie all’apporto dei preziosi carboidrati complessi
  • mette di buonumore: è un’ottima soluzione allo stress perché contiene le vitamine del gruppo B soprattutto la B1 che è fondamentale per il buon funzionamento del sistema nervoso centrale. Il glucosio che si libera dall’amido favorisce la produzione della serotonina, l’ormone del benessere che favorisce anche il sonno.

Emangioma Cavernoso, Capillare e Infantile: scopriamo le differenze

– di Donato Antonazzo –

L’emangioma è una patologia complicata. Attualmente risulta ancora in fase di studio, non essendo ancora chiare le cause scatenanti. Ciò che si sa con certezza è che si tratta di una formazione tumorale benigna che attacca le pareti dei vasi sanguigni. Presenta un alto tasso di incidenza in età infantile, addirittura nelle prime settimane di vita.

Continue reading

Esami in Farmacia, quali e perché

Effettuare periodicamente esami del sangue aiuta a prevenire e controllare il rischio di problemi seri.

Oggi molti di questi esami li puoi fare nella nostra Farmacia.

Scopriamo insieme quali e a cosa servono:

Emoglobina glicata ( HbA1C)

L’emoglobina glicata à un esame del Sangue che misura la media delle glicemie (livelli di zucchero nel sangue) negli ultimi tre mesi. Il glucosio è la maggior fonte di energia delle nostre cellule ed il suo utilizzo è regolato dall’Insulina. Conoscere i suoi livelli istantanei nel sangue (glicemia) e la loro media nel tempo (emoglobina glicata) è fondamentale per la gestione del diabete.

Antigene Prostatico Specifico PSA

Il PSA è quantificabile nel sangue e viene utilizzato come marcatore di potenziali problemi alla prostata, anche e soprattutto nell’ambito degli esami di diagnosi precoce della popolazione maschile.

Il dosaggio del PSA viene indicato periodicamente a tutti gli uomini, a partire dai 50 anni d’età. Quest’esame, infatti, può aiutare – in associazione alla visita urologica o andrologica – a individuare forme di tumore alla prostata agli stadi iniziali.

Beta hCG

La beta hCG è una glicoproteina ad attività ormonale, tipicamente associata alla gravidanza.La gonadotropina corionica umana (hCG) viene prodotta – dopo l’impianto nell’utero dell’ovulo fecondato – da quelle cellule pre-embrionaliche daranno poi origine alla placenta.La rilevazione della beta hCG viene eseguita per avere la certezza di aspettare un bambino. Il cosiddetto “ormone della gravidanza” si può misurare nel sangue o nelle urine circa una settimana dopo l’avvenuto concepimento (evento che si verifica entro 24 ore dall’ovulazione), ma è prassi comune eseguire quest’analisi in caso di alcuni giorni di ritardo del ciclo mestruale.

Proteina C reattiva CRP

La proteina C reattiva alta segnala sempre uno stato infiammatorio in corso, ma può trattarsi di una patologia lieve oppure di un’infezione grave o cronica. Per questa ragione, è solo un primo segnale, facilmente individuabile attraverso un normale prelievo di sangue.

Microalbuminuria Mau

Test per la rilevazione della presenza di albumina nelle urine ,principale indicatore di possibile nefropatia diabetica. Si consiglia in caso di ipertensione,ipertrigliceridemia, obesità: fattori che influenzano i valori di albuminuria.

Sangue occulto fecale FOB

Il sangue occulto è la presenza di sangue non visibile ad occhio nudo all’interno delle feci; si differenzia quindi dal sangue rosso vivo che, ad esempio, si può trovare sulla carta igienica in caso di emorroidi o ragadi anali. Con il test per il sangue occulto fecale (SOF) si ricerca la presenza di sangue non macroscopicamente evidente nelle feci. La presenza del sangue occulto nelle feci indica un minimo, lento (e spesso) intermittente sanguinamento nel tratto digestivo. Tale perdita ematica, il più delle volte asintomatica, non consente di definire la natura e la sede del sanguinamento. Ogni tratto del canale alimentare può essere sede del sanguinamento e le patologie possono andare da cause benigne (emorroidi) a patologie molto più gravi (tumori)

L’igiene orale nei bambini

– Del Dott. Teolindo Alessandri –

Spesso ci chiediamo (noi adulti) a che età dobbiamo iniziare a lavare i denti ai bambini e con quale frequenza. Ovviamente la questione è molto dibattuta, soprattutto perché, erroneamente, si pensa che i bambini ne abbiano meno bisogno visto che poi gli cadranno i denti decidui per lasciare spazio ai definitivi.

In realtà, gli studiosi dell’argomento, ci indicano che educare ad una corretta igiene orale pediatrica sarà fondamentale sia per il rapporto che in seguito avrà il bambino con l’igiene domiciliare e con il “dentista”, sia per evitare interventi o estrazioni precoci di denti cariati (che spesso lasciano un “brutto ricordo”) e salvaguardare i denti definitivi e soprattutto i primi molari (i sesti nascono proprio a 6 anni).

Per igiene orale s’intende la rimozione della placca e dei residui alimentari con i mezzi meccanici (spazzolino, filo interdentale, collutori, ecc). Questo è il punto cardine della prevenzione della carie. Un bambino nei primi anni di vita non sarà in grado di provvedere da solo alla propria igiene orale e dunque tale compito spetterà ai genitori o a chi se ne

prenderà cura.

img172

Sin dai primi mesi di vita si dovrà eseguire una pulizia tramite una garza sterile imbevuta con acqua. Dai 2-3 anni si potrà iniziare ad utilizzare uno spazzolino (i migliori sono a manico dritto e con la testina piccola) con dentifricio in gel (privo di componenti abrasive e fluoruri). Dai 6 anni il bimbo dovrà essere reso pian piano autonomo, ma sempre sotto la sorveglianza dei genitori.

Dobbiamo insegnare loro a lavare soprattutto i “punti difficili”, che sono tre: colletto del dente, spazi interdentali e solchi delle superfici masticanti. Inoltre è buona abitudine insegnare a spazzolare anche la lingua.

La tecnica di spazzolamento più consigliabile è quella che permette la maggiore asportazione della placca: è importante lavare dal rosa (gengive), verso il bianco (smalto dei denti) per il tempo necessario (2/3 minuti circa). Lavarsi i denti non serve per avere l’alito fresco e profumato ma serve per asportare la placca, aiutare a remineralizzare i denti ed evitare quindi la formazione di carie. Per quanto riguarda le volte necessarie di spazzolamento, durante la giornata, bisognerebbe rimuovere i detriti dopo ogni assunzione di cibo (realisticamente dopo ogni pasto principale, 2/3 volte al giorno).

I nostri figli prenderanno le abitudini che daremo loro e tutto sarà infinitamente più facile se queste abitudini gli saranno insegnate fin da piccolissimi e soprattutto se le vedranno anche negli adulti che li circondano.

QUINDI, ANCHE SE L’ARTICOLO È DESTINATO AD UN APPROFONDIMENTO SULL’IGIENE ORALE PEDIATRICO, NON CI DIMENTICHIAMO CHE QUESTE SONO BUONE NORME E BUONE ABITUDINI ANCHE PER GLI ADULTI!

La sindrome fibromialgica

Del Dott. Pietro Cavalletti / Coordinatore AFT Marsciano

Come è noto la Sindrome Fibromialgica è di sempre più frequente riscontro: in Italia si stima una prevalenza di due milioni di soggetti interessati sul totale della popolazione generale, con picco di incidenza tra i 20 e i 50 anni.

Il genere femminile è particolarmente colpito, con una frequenza di 8 a 1 rispetto agli uomini. Le cause non sono chiare ma si ritiene trattarsi di una condizione di ipersensibilità centrale a diversi stimoli, luce, calore, freddo, rumore, umidità, careza di sonno, con iperalgesia come sintomo centrale; a volte esordisce dopo un chiaro evento traumatico fisico o psichico, altre volte gradualmente nel tempo.

Il quadro sintomatologico è multiforme e variabile da persona a persona: dolori ostemuscolari con presenza di tender points, ansia/depressione, disturbi del sonno, disturbi gastroenterici.

A volte coesistono altre malattie: diabete, ADHD dell’adulto, malattie reumatiche.img174.jpg

Attualmente presso la nostra azienda, USL Umbria1, a differenza di altre realtà extraregionali, non esiste un ambulatorio pubblico dedicato a questa condizione patologica.

Tuttavia, presso gli ambulatori distrettuali di terapia del dolore di Magione (martedì ore 09.00-12.00) e Marsciano (sabato ore 08.00- 13.30), è possibile ricevere assistenza e consulenza, tramite impegnativa CUP del MMG, con la dizione Visita Algologica.

Infatti presso le suddette strutture pubbliche lo specialista algologo svolge la funzione di case manager: visita, formula diagnosi e piano terapeutico, provvede a invio presso altri specialisti pubblici (nutrizionista, psicologo ect), valuta esiti e tiene contatti con il MMG inviante.

Ricetta: Riso e Fagioli Mung

Per dilettarci in cucina, vi consiglio un piatto veloce, semplice e gustoso da preparare con un prezioso ingrediente, i fagioli mung:

INGREDIENTI PER 3 PERSONE

• 250 gr riso integrale

• 100 gr di mung verdi secchiimg290

(tenuti a mollo per mezz’ora)

• 500 ml di acqua circa

• 2 (meglio 3) bustine di tè verde

• peperoncino e curcuma

PREPARAZIONE

Per prima cosa cuocere i mung nella pentola a pressione con acqua e ovviamente senza sale, sufficiente il tempo di 7 minuti; far poi bollire l’acqua e tenere in infusione tre bustine tè verde per 10 minuti.

Appena il tè è pronto, portare nuovamente ad ebollizione l’acqua, aggiungere il peperoncino e il riso; cuocere finché non si sarà assorbito tutto, tenere 10 minuti con la pentola a pressione e la cottura risulterà al punto giusto, aggiungere poi i fagioli mung e mantecare con un cucchiaio di olio extra vergine di oliva.

Per servire, aggiungere la curcuma in polvere decorando il piatto e peperoncino a seconda del sapore desiderato.

© Dr.Giulio Lattanzi

Viaggi e vacanze, cosa portare

Del Dr. Giulio Lattanzi (Farmacista e Nutrizionista)

È periodo di vacanze. Pimg284er rendere un viaggio memorabile e non trasformarlo in un incubo, occorre però prepararsi bene e non trascurare la salute.

È consigliabile predisporre una piccola farmacia da viaggio per il pronto soccorso. Dovrà contenere farmaci antipiretici, perfetto il paracetamolo, antiinfiammatori e analgesici, antispastici, utile sempre il consiglio del farmacista sulla tipologia e sulla posologia.

Non dimenticare di portare con sé un antiacido, antibiotici ad ampio spettro, antidiarroici e qualche lassativo essendo tipico al cambio di latitudine la difficoltà di evacuazione anche per pazienti regolari, antistaminici per attenuare eventuali manifestazioni allergiche, sia in pomata sia per via orale.

Non si deve dimenticare di inserire una pomata per le ustioni, una per le scottature ed una per alleviare il dolore delle punture degli insetti, di eritemi solari e pruriti della pelle, un prodotto repellente contro le zanzare, una crema solare ad alta protezione, ed utilissimo il doposole per nutrire la pelle dopo la prolungata esposizione al sole; un collirio, un disinfettante e del cotone idrofilo, bende, cerotti, forbici, termometro.

img293

Fate una ricerca sulla meta della vostra vacanza, se avete scelto una meta asiatica, africana o sudamericana, consultate il vostro medico di base e l’ufficio di Igiene o gli ambulatori di Infettivologia presenti sul territorio al fine di acquisire tutte le informazioni sugli eventuali problemi sanitari ed effettueranno le vaccinazioni necessarie per la meta della vostra vacanza.

Se il viaggio richiede lunghi spostamenti in auto o in aereo, fate attenzione alle vostre gambe: dopo 4 ore nella medesima posizione inizieranno a dare segni di sofferenza. Per dare loro beneficio, non tenetele accavallate; alzatevi spesso per fare brevi passeggiate; ruotate i piedi ed eseguite movimenti con le caviglie; se soffrite anche di lieve insufficienza venosa il consiglio è indossare calze a compressione graduata per tutto il viaggio.

Buona vacanza a tutti!