Omega 3 (Ώ 3)

 

In numerose occasioni sia sociali e sia professionali mi è capitato di suggerire a pazienti con evidente sindrome metabolica, arruolabili come ideali nello Studio MeMeMe cosa fare e come comportarsi.

Tipizzazione evidente di alcuni rivelava almeno due dei seguenti fattori, o una glicemia superiore a 100 mg/dl, o una circonferenza vita oltre 102 cm per l’uomo o di 88 cm se donna, valori di trigliceridi oltre 150 mg/dl o colesterolo HDL inferiore a 50 mg/dl e mi permetteva consigliare l’impiego di Omega 3 (Ώ 3).

Quindi oltre ai farmaci suggeriti dal Proprio medico di famiglia o dallo specialista, oltre il consiglio di svolgere una sana attività fisica quantificabile con almeno 10.000 passi al dì; io suggerivo assumere 2 grammi al giorno di Omega tre ( Ώ 3 ) durante i pranzi principali al fine di contribuire alla riduzione del processo infiammatorio in corso e limitarne la crescita dei valori infiammatori.

Ora alla luce di una trasmissione andata in onda ieri sera sulla Classica rete di Stato, mi vedo costretto mio malgrado a smentire per l’ennesima volta quanto affermato, a evidenziare quanto oggi tutti a prescindere dalle competenze, dalla Laurea conseguita e dalla specializzazione parlano di Nutrizione, parlano di Alimenti, parlano di Scienza dell’Alimentazione.

Ora vengo al dunque: Affermare e classificare gli omega 3 ( Ώ 3 ) in base alla capacità di sciogliere un bicchiere di plastica, evidenziarne tossicità in base a quest’azione e magari vantando proprietà a quella capsula se non capace di farlo è quanto di peggio si possa fare, è mistificazione, è raccontare senza alcuna conoscenza e competenza una semplice modificazione chimica reale, e venderLa come tossica, come pessima per il Nostro organismo.

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Solo chi a competenze in materia può comprendere senza allarmismi, ma con cognizione di causa il perché quel processo accade e l’inutilità di quanto osservano.

In chimica il simile scioglie il simile, sostanze polari sono solubili in solventi polari come accade per esempio con il Sale da cucina nell’acqua; lo stesso sostanze Apolari sono solubili in solventi apolari , per esempio la vitamina E in Olio di Oliva, sempre per restare nella quotidianità semplificando il processo.

Ora la molecola contenuta negli Omega 3 (Ώ 3) di origine naturale, quelli derivati ad esempio da originali e puri pesci azzurri, come sardine, acciughe e sgombri ha una struttura 3 EPA e DHA simile ai trigliceridi ed altamente assimilabile essendo molto più biodisponibile e con un paragone: fatto 100% olio di pesce naturale, questi Omega 3 (Ώ 3)  hanno biodisponibilità al 124%.

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esistono invece in commercio integratori con comunque Omega 3 (Ώ 3) ad alta concentrazione, ma non di origine animale che hanno struttura simile agli Esteri Etilici EE il cui assorbimento è inferiore, ma mi raccomando RICORDATE ! NON TOSSICI, non Velenosi comunque per l’uomo !

Ora la molecola presente in questi ultimi è un estere etilico ad alta concentrazione e considerata tuttavia sicura dal FDA Americana ed adatta al consumo per essere umano, ma per via della sua particolare polarità è un BUON SOLVENTE per le materie plastiche ! Sottolineo solo solvente senza alterarne le strutture molecolari, senza esser tossica.

La tollerabilità e la sicurezza è comunque garantita perché la superfice del canale digerente umano è ricoperta da una mucosa, matrice acquosa polare che non ha alcuna affinità SOLUTO/SOLVENTE con l’estere etilico.

http://www.farmacialefornaci.it

Quindi per concludere, suggerisco di continuare ad assumere gli Omega 3 (Ώ 3) per tutti gli effetti benefici riscontrati sull’organismo umano con migliaia di studi diffusi, altresì come per ogni ambito alimentare, nutrizionale e salutare, l’importante è acquistare prodotti di qualità, prodotti con la più elevata concentrazione di omega 3 naturali derivanti dal pesce azzurro e non possibilmente integratori con alta concentrazioni di esteri etilici.©

                                                                                 Dott. Giulio Lattanzi  

                                                                            Farmacista, Nutrizionista                                                                                                        

                                                  

MIGLIO (Panicum miliaceum)

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Cereale rustico e poco esigente, il miglio (Panicum miliaceum) si adatta a crescere sotto molti cieli diversi, da quelli tropicali a quelli freddi del Nord Europa, possiamo cosi affermare che il nostro cereale parla molte lingue, anche se in realtà con il nome di miglio si indicano molti tipi di cereali piccoli, con semi dai colori diversi: porpora, nero, giallo, bianco, grigio, rosso. Variabili anche le dimensioni; ai due opposti troviamo il così detto miglio candela o perla (Pennisetum spp), con piante che sfiorano i 2 metri di altezza, e il minuscolo Poa abyssinica. Altri tipi di miglio sono il dagussa, o miglio indiano (Eleusine coracana), coltivato nelle aree tropicali dell’Asia, e quello giapponese che può essere raccolto in sole sei settimane. Non dimentichiamo infine il panico (Setaria italica), oggi destinato soltanto agli uccelli ma in passato molto diffuso in Italia e spesso identificato con il miglio, per la somiglianza tra i due semi.

Il miglio è il cereale più antico nella storia dell’alimentazione umana. Originario dell’Asia centrale (probabilmente dell’India), era consumato già in epoca preistorica, quando veniva raccolto allo stato selvatico. La sua coltivazione richiede pochissime cure, quindi era adatta a popolazioni primitive e seminomadi. Apprezzato già dai sumeri, venne coltivato poi dagli egizi e dai romani, che ne apprezzavano le virtù nutritive e la lunga conservabilità.

Il miglio compariva abitualmente sulle tavole dei nostri avi e, insieme a orzo, grano, ceci, lenticchie, cipolle, aglio, porri e cetrioli sfamava già i sumeri.

Fino all’arrivo del mais rappresentò comunque un alimento di base nell’Italia settentrionale, dove veniva consumato sotto forma di polentina.

Ai nostri giorni il miglio conosce nel nostro Paese una diffusione e una coltivazione limitate, a scapito della biodiversità e della fruibilità di un prodotto valido e gustoso, che costituisce tuttora l’alimento base di molte popolazioni africane, essendone il cereale più diffuso, anche perché , preferisce il terreno sabbioso e la presenza di strati minerali nel sottosuolo (viene anche detto “grano della sabbia”): difatti è il cereale più ricco di sali minerali (in particolare calcio, magnesio, fosforo, ferro, silicio e fluoro).

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Il tegumento, coriaceo, è impossibile da masticare e del resto privo di nutrienti. Contiene però glutine, a differenza del semino interno: se la decorticazione non è ben fatta, il cereale non può quindi essere destinato ai celiaci

Il chicco di miglio, se correttamente conservato, può restare commestibile anche per vent’anni. Nel 1378 Venezia, assediata dai Genovesi, si salvò grazie al miglio stoccato nei suoi magazzini.

E’ ricco di carboidrati (72%) di ottima qualità, apporta una discreta quantità di proteine (11%) ed è povero di grassi (3,6%). Fornisce un buon apporto di vitamine del gruppo B, soprattutto di tiamina (B1), importante per il metabolismo dei carboidrati e per l’attività dei nervi, dei muscoli e del cuore. Contiene anche una discreta quantità di vitamina A. Il miglio contiene lipidi in proporzione variabile con una percentuale elevata di acidi grassi insaturi (78-82%).

l miglio è quindi una vera farmacia naturale: contiene vitamina A, del gruppo B e acido folico, ma anche ferro, calcio, fluoro, potassio, magnesio, zinco, silicio aminoacidi solforati come la cisterna, importante per rallentare la cura dei capelli (promuove la formazione della cheratina) ma anche per la protezione delle unghie fragili, delle ossa e dello smalto dei denti.

Diuretico ed energizzante, il miglio è consigliato in fitoterapia per contrastare lo stress, l’anemia, la depressione e la stanchezza, in particolare quella di origine intellettuale.

Gli viene attribuita la proprietà di combattere gli aborti, e quindi è consigliato alle donne in gravidanza.

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Non a caso, nell’antica mitologia tedesca esisteva una dea protettrice della fertilità che dimorava sul Monte del Miglio

E’ particolarmente ricco in lecitina, sostanza in grado di svolgere un’ottima azione di controllo sui livelli di colesterolo nel sangue e che migliora la memoria, la concentrazione e le attività intellettuali in genere; fornisce un ottimo apporto di colina, sostanza fondamentale per la funzionalità nervosa.

E’ un cereale facile da digerire, per questo particolarmente adatto nella prima infanzia, nei soggetti anziani, nella convalescenza, per le donne in gravidanza (secondo alcuni autori è in grado di ridurre la frequenza degli aborti) e per chi svolge intensa attività intellettuale.

E’ leggermente rifrescante, per cui si può considerare più adatto al consumo primaverile-estivo e ai pasti della prima metà della giornata.

Un’altra caratteristica di estremo interesse è data dalle sue proprietà alcalinizzanti: per la sua ricchezza in minerali come calcio e magnesio, il miglio è l’unico cereale che aiuta l’organismo ad eliminare le scorie acide, prodotte in grande quantità dall’alimentazione moderna occidentale e dai nostri ritmi di vita troppo stressanti.

Da sempre considerato nelle Medicine Orientali un tonico della milza e dello stomaco, il miglio è in effetti il cereale più consigliabile in caso di gastrite o acidità di stomaco.

Combatte lo stress, la depressione, la stanchezza. Un ultimo pregio che lo rende adatto anche ai frenetici tempi moderni è la sua facilità di preparazione: bastano 15 minuti di cottura in acqua bollente. Prima di versarlo in pentola, tuttavia, è opportuno sciacquarlo abbondantemente con acqua corrente fino ad eliminazione di ogni torbidità.

Il miglio si può mangiare come tale con un poco di olio e di spezie ma può essere utilizzato per preparare ottimi minestroni, deliziose creme vellutate, ripieni di verdure di stagione, crocchette e sformati.©

Per dilettarVi in cucina ecco una speciale ricetta :

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Polpette di miglio alle verdure con crema di fave

Ingredienti per 32 polpette

 Miglio decorticato bio 200 g ,Acqua 550 g ,Olio extravergine d’oliva 25 g ,Pangrattato senza glutine 50 g, Prezzemolo tritato 5 g, Curcuma in polvere 10 g ,Aglio 1 spicchio, Zucchine 100 g, Carote 100 g, Scalogno 15 g , Melanzane 100 g , Prezzemolo tritato 5 g

Per preparare le polpette di miglio alle verdure con crema di fave, iniziate dalla preparazione del miglio. Sciacquate bene sotto un getto di acqua fredda il miglio e scolatelo, tritate finemente lo scalogno , e tagliate a dadini la carota .Tagliate, sempre a cubetti, anche la melanzana e la zucchina e mette il tutto da parte. Poi scaldate l’olio in una padella e aggiungete il miglio lasciatelo tostare per qualche minuto, mescolando di tanto in tanto , quindi versate a filo l’acqua calda e lasciate cuocere per 25 minuti. Una volta cotto, traferite il miglio in una ciotola e lasciatelo raffreddare completamente. In un’altra padella fate appassire lo scalogno in un filo d’olio a fuoco basso, quindi aggiungete le carote),poi le melanzane ed infine le zucchine. Salate il tutto ,e lasciate cuocere per 20 minuti sfumando con un mestolo di acqua calda o brodo vegetale fino a che non diventeranno morbide. Dedicatevi ora alla preparazione della crema di fave: sgranatele una ad una e una volta sgranate tutte , fatele sbollentare per circa 10-15 minuti. Versate quindi le fave in un contenitore dai bordi alti, aggiungete olio, menta e sale e frullate il tutto con un frullatore ad immersione, fino ad ottenere un composto cremoso. Aggiungete al miglio freddo: le verdure,il prezzemolo tritato, uno spicchio d’aglio schiacciato e la curcuma. In ultimo unite anche 50 g di pangrattato senza glutine. Cuocete le polpette in forno statico a 180° per 18-20 minuti oppure in forno ventilato a 160° per 10-15 minuti. Servite le vostre polpette di miglio alle verdure insieme alla crema di fave.

Cumino Nero ( Nigella Sativa )

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Il Cumino Nero è originario della regione mediterranea del nord Africa, ma cresce anche in Turchia e in Oriente. È una pianta annuale appartenente alla famiglia delle Ombrellifere. I fiori, che si sviluppano in estate, sono di colore bianco, con sfumature azzurrognole, i frutti sono rigonfi e contengono piccoli semi neri. La Nigella Sativa è state ampiamente utilizzata fin dall’antichità nel campo fitoterapico e come condimento alimentare per migliaia di anni. Il Cumino Nero è conosciuto come “il seme Benedetto” da millenni, ed è considerata da sempre un’erba da notevoli proprietà fitoterapiche. Il Profeta islamico Mohammad,nel Corano, ebbe a scrivere: “guarisce ogni malattia, tranne la morte. Conosciuto sin dall’antichità, il cumino era molto amato dai Romani che lo usavano come condimento o ridotto in pasta da spalmare sul pane. I Greci usavano così tanto questa spezia che la tenevano a tavola in un contenitore (come oggi facciamo con il pepe), usanza mantenuta ancora oggi in Marocco. Durante il Medioevo si credeva che il cumino avesse il potere di non far fuggire animali domestici e amanti e che in generale fosse di buon auspicio, soprattutto per le coppie di sposi.

E’ stato trovato nelle tombe dei faraoni egizi ed in India è menzionato in un testa di erbe medicinali di 2500 anni fa. Oggi gli scienziati hanno scoperto che ha potenti proprietà positive per chi vuole migliorare il suo metabolismo e tornare al peso forma. Intorno al medioevo il cumino è spezia usata e coltivata in Europa a cui vengono associati dei poteri magici. In Germania il cumino aiuta a tenere lontani i demoni della foresta (e infatti ancora oggi possiamo trovarlo nel pane tedesco) mentre in Italia si pensava che servisse a non far scappare gli animali ed anche gli amanti.

L’olio dei semi della Nigella ha una particolare importanza nella disintossicazione dell’intestino, poiché un tratto intestinale bloccato può portare a molte altre malattie, come diceva Paracelso: “La morte si trovato negli intestini”. Le tossine possono essere prodotte da normalissimi batteri intestinali e funghi, che non possono essere eliminate inizialmente dall’intestino, a causa di una tendenza alla costipazione, che si verifica nello stesso momento; quest’accumulo di tossine può portare a molti sintomi delle malattie e al danno funzionale degli organi.

In uno studio intitolato Effetto della polvere di cumino sulla composizione corporea e il profilo lipidico nelle donne in sovrappeso e obese 88 donne in sovrappeso/obese sono state divise in due gruppi. Al gruppo sperimentale è stato chiesto di assumere 3 grammi al giorno di cumino in polvere con yogurt in due pasti per 3 mesi. La stessa quantità di yogurt senza il cumino in polvere è stata prescritta al gruppo di controllo.

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Il risultato è stato che chi ha consumato cumino alla fine del periodo aveva meno trigliceridi e colesterolo LDL, più colesterolo HDL, avevano perso più peso e ridotto indice di massa corporea, la circonferenza della vita e la massa grassa era notevolmente ridotta. Un altro studio ha valutato gli effetti del cumino sul metabolismo e l’insulina, che sono due fattori chiavi nel peso corporeo, ed ha concluso che assumere cumino ha avuto risultati positivi in 8 settimane.

Le proprietà del cumino a vantaggio della salute vanno rintracciate soprattutto nel fatto che esso contiene molti antiossidanti. Questi hanno la possibilità di agire contro i radicali liberi, prevenendo processi infiammatori e l’invecchiamento cellulare. L’abbondanza di sostanze antiossidanti consente una disintossicazione naturale dell’organismo. Tuttavia il cumino è importante anche se si soffre di diabete, di colesterolo e di trigliceridi, perché è capace di mantenerne i valori sotto controllo.

Il cumino è molto usato nella cucina del Nord Africa, dell’India e del Medio Oriente ed è presente tra le spezie del curry e quelle del garam masala, una miscela molto diffusa in India.
In Marocco aromatizza la carne arrostita, in Messico si mette nel guacamole, in Francia aromatizza alcuni tipi di pane mentre in Spagna e Portogallo si trova nelle salsicce e nei piatti a base di verdure.
Con il cumino vengono anche aromatizzati alcuni formaggi olandesi e valdostani.

Il cumino fa dimagrire soprattutto grazie all’azione termogenica,
esso innalza il calore corporeo, aumentando la spesa metabolica complessiva del corpo. L’organismo brucia più calorie del solito e, se non ne trova in circolo, va a prenderle direttamente dai depositi adiposi, che ci aiuta in questo modo a sciogliere.

Degli studi hanno registrato che il cumino migliora del 25% la capacità del corpo di disfarsi del grasso in eccesso, colpendo in modo particolare la zona addominale.
Funziona meglio se assunto assieme ad altre spezie come il finocchietto, l’anice, la senape, curcuma e lo zenzero. Il cumino lavora anche da stimolante per il processo digestivo. Il cibo, sarebbe meglio dire gli scarti, vengono spinti più velocemente verso l’uscita e ciò diminuisce il loro tempo di permanenza all’interno del colon, con tutte le conseguenze positive in termini di esposizione a sostanze tossiche e possibilmente cancerose.

Gli scienziati del Cancer Immuno-Biologv Laboratory del South Carolina scrivono: `Il cumino nero partecipa alla stimolazione del midollo osseo e alla produzione delle cellule immunitarie, stimola la generazione dell’ interferone, protegge le cellule normali dagli effetti dei virus, contrasta la riproduzione delle cellule tumorali e aumenta il numero delle cellule B produttrici degli anticorpi`. Fatto importante é che tutte le osservazioni fanno del cumino nero un buon candidato quale aggiunta alla prevenzione e alla cura del cancro.

In Germania è stato recentemente scoperto e sperimentato l’effetto benefico dell’olio di cumino nero sulla salute dell’uomo. L’immunologo di Monaco dr. Peter Schleicher (divenuto dal 1986, membro dell’accademia mondiale degli scienziati) ha fatto delle ricerche, presso il suo Istituto, sull’applicazione di questa cura verso malattie croniche. I risultati raggiunti corrispondono a quelli dei suoi colleghi americani. Egli scrive in proposito: ‘L’olio derivato dai semi del cumino nero contiene acidi grassi essenziali’. Grazie a ciò la sintesi produce importanti sostanze immunoregolatrici come la prostaglandina E 1. L’acido linoleico stabilizza la membrana della cellula e la prostaglandina agisce come antinfiammatorio, in modo da impedire le reazioni immunologiche che causano molte malattie croniche. Dall’acne al raffreddore da fieno, fino al cancro. Inoltre grazie alle sostanze contenute nell’olio di cumino nero l’aumento delle funzioni delle cellule T dell`allergia viene stabilizzato e vengono aumentati gli anticorpi. L’esagerata riposta immunitaria viene normalizzata e ridotta nei limiti.

Il dott.Schleicher, che ha testato l’olio di cumino nero su 600 pazienti, riferisce i seguenti risultati: ’Nel 70 % dei pazienti è stata constatata la guarigione da malattie di natura allergica – polvere, polline ecc. -, acne e neurodermiti’. Lo stesso prodotto é stato sperimentato con successo dallo stesso studioso nella prevenzione delle malattie da raffreddamento e le influenze. Il sistema immunitario viene quindi armonizzato e quindi e condotto ad uno stato ottimale. Lo scienziato tedesco ha quindi, come già menzionato, raggiunto gli stessi risultati ottenuti dagli studiosi e ricercatori americani.

Tutto questo conferma l’efficacia della pianta già conosciuta in Oriente e usata nei casi di allergia, infiammazioni, dolori mestruali, depressione, bronchiti, asma, malattie della pelle – come le neurodermatiti -, eczema, funghi o micosi, problemi di digestione, diminuzione di energia. Attualmente non è noto nessun effetto secondario e spiacevole del cumino.
Esso può essere assunto tranquillamente da soggetti di tutte le età, indipendentemente dalla loro condizione clinica. Se proprio vogliamo essere cauti, moderiamone l’uso durante la gravidanza ed in prossimità di un intervento chirurgico, perché potrebbe abbassare la pressione sanguigna.

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Poi per dilettarci in cucina, vi consiglio un modo veloce, semplice e gustoso per assaporare il Nostro prezioso Cacao :

Hamburger di Lenticchie:

Ingredienti:

    600 g di lenticchie già cotte, 2 uova , 50 g di farina Integrale, sale Rosa , semi di cumino ,rosmarino     peperoncino in polvere, olio extravergine d’oliva,

Cuocere le lenticchie per una ventina di minuti in abbondante acqua, dopo averle lasciate a mollo in acqua per una notte. Frullarle ed aggiungere i semi di cumino, il sale, il peperoncino ed il rosmarino.

Aggiungere le uova e la farina e mescolare. In una padella far riscaldare l’olio ed aggiungere il composto di lenticchie a cucchiaiate. Cuocereun paio di minuti per lato in olio oliva. Ed ecco a voi gli hamburger di lenticchie

Al prossimo appuntamento…………………..©

                                                                                                       Dott. Giulio Lattanzi

                                                                                                   farmacista, nutrizionista


 

 

 

 

L’Ostetrica in farmacia …….

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Sei incinta e vorresti partecipare ad un corso di accompagnamento alla nascita con un’ostetrica scelta da te, che possa assisterti anche durante tutta la gravidanza e il puerperio?
Cerchi una figura che possa consigliarti su temi quali contraccezione e sessualità?

Allora potresti scegliere un’ostetrica che fa la libera professione!!!

Un’ostetrica libera professionista può garantirti un’esclusività di relazione e una continuità dell’assistenza che chi opera in un sistema rigido basato sui turni non può garantire.
Il rapporto che si crea tra la donna e la sua ostetrica dura per tutta la vita: si tratta di una relazione terapeutica che però affonda le sue radici nella complicità e nella fiducia reciproche; sei tu a scegliere da quale ostetrica farti accompagnare, seguire, consigliare e assistere.
L’ostetrica è la professionista sanitaria che si occupa di promuovere e tutelare la salute della donna, durante tutto l’arco della sua vita fertile: dalla prima mestruazione alla menopausa; questo rapporto coinvolge la coppia prima e la famiglia poi.
L’ostetrica che svolge la sua attività privatamente può rappresentare un punto di riferimento per la donna già a partire dall’adolescenza.
Tutti i venerdì pomeriggio dalle 14:30 alle 18:00 presso la farmacia comunale “Le Fornaci” di Marsciano è attivo un servizio di ambulatorio ostetrico gestito da due ostetriche libere professioniste: sai che il primo appuntamento è gratuito?

Iniziando un percorso insieme, l’ostetrica può poi accompagnare la donna durante le varie tappe della sua vita fertile: dall’assistenza alla gravidanza e al travaglio-parto, anche a domicilio, al sostegno durante l’allattamento al seno e lungo tutto il delicato periodo che segue il parto.
Infine, quando si avvicina l’età della menopausa, la donna può affidarsi alla valutazione della sua ostetrica per intraprendere un programma di esercizi volti a prevenire alcune problematiche del pavimento pelvico, legate ai cambiamenti che si verificano nel corpo delle donne in questa fase, come l’incontinenza urinaria e il prolasso genitale.
Per quanto riguarda nello specifico la gravidanza, nell’immaginario classico la collocazione dell’ostetrica è la sala parto ma forse è utile ricordare che l’ostetrica non è quella che fa nascere i bambini: questo onore spetta alle loro mamme.
Purtroppo poche persone sanno che l’ostetrica è il professionista riconosciuto dal profilo professionale come competente nel campo della fisiologia ed è quindi la figura professionale più appropriata a seguire la gravidanza fisiologica in completa autonomia, affiancandosi al ginecologo, che è invece lo specialista per la patologia, solo qualora dovessero insorgere problemi di salute.

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Ma quali sono allora le competenze dell’ostetrica?
Nel D.M. 740/94 che ne delinea il profilo professionale si legge:
“L’ostetrica è l’operatore sanitario che, in possesso del diploma universitario abilitante e dell’iscrizione all’albo professionale, assiste e consiglia la donna nel periodo della gravidanza, durante il parto e nel puerperio, conduce e porta a termine parti eutocici con propria responsabilità e presta assistenza al neonato”
Nel Codice Deontologico inoltre leggiamo:
“3.1 L’ostetrica/o tutela la dignità e promuove la salute femminile in ogni età, […]
3.2 L’ostetrica/o promuove e si impegna a garantire la continuità assistenziale accompagnando e prendendosi cura della donna, della coppia, del nascituro durante la gravidanza, il travaglio, il parto ed il puerperio, al fine di garantire una salute globale degli assistiti.
3.4 L’ostetrica/o garantisce cure appropriate al neonato favorendo i processi fisiologici di adattamento alla vita post-natale.”
Noi ostetriche di Sorelle di Luna ci proponiamo di ritrovare quell’antica alleanza tra donne e ostetriche che ha contraddistinto per secoli la figura della levatrice.

Ci piacerebbe diventare le vostre ostetriche di fiducia: le vostre compagne di viaggio.

Visitate la nostra pagina facebook Sorelle di Luna Ostetriche Marta&Pamela

Vi aspettiamo in farmacia!!!

Le Ostetriche Sorelle di Luna
Pamela Capozzoli
Marta Ortenzi

 

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……..Errori al mattino

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Il termine wellness è un’estensione ed evoluzione del concetto di fitness: si riferisce ad una filosofia di vita che mette il benessere della persona al centro dell’attenzione proponendo attività sportive, pratiche di rigenerazione oltre che di mental training combinate con un’alimentazione corretta favoriscono uno stato di benessere ed equilibrio psicofisico.

Sono proprio equilibrio e la moderazione le parole chiave che distinguono l’approccio del wellness all’attività fisica. Ogni attività deve essere priva degli aspetti stressanti o traumatici che spesso le discipline sportive e del fitness comportano, per cui di norma, non ha alcuna controindicazione. Il termine wellness si è diffuso nel mondo contemporaneamente alla consapevolezza che la società attuale espone le persone a stati di stress fisici e psicologici che sono all’origine di molte patologie, all’interno di tutti questi importanti processi un importante ruolo viene giocato dal Sonno, dalla tipologia di Sonno notturno e soprattutto dal risveglio.

Quali sono gli errori che fai la mattina? Il momento del risveglio è particolarmente delicato, anche perché, come hanno dimostrato diversi studi scientifici, è in grado di influenzare anche la tua giornata, soprattutto a causa dell’umore che determina.

Sono tante le condizioni che influiscono sul tuo modo di affrontare la giornata. A volte può essere anche una questione della presenza di più o meno luminosità, perché i raggi del sole possono farti sentire più allegro, ma non è soltanto un problema meteorologico vediamo che cosa fare e che cosa evitare.

Primo suggerimento mai staccare la sveglia per dormire 10 minuti in più, è’ un errore da evitare: al suono della sveglia il nostro organismo termina bruscamente un ciclo del sonno. Se ricominci a dormire, avvierai un altro ciclo, interferendo ancora di più con i ritmi consueti del processo sonno-veglia.

Fondamentale non privarsi della luce, conviene sempre aprire le finestre e far entrare i raggi del sole. E’ uno dei modi più sani per svegliare il tuo organismo. Attraverso la stimolazione della luce, il corpo smette di produrre melatonina, il vero e proprio ormone del sonno, segnalando che è il momento di essere vigili e svegli.

Altro errore da evitare è aspettare un particolare momento o il pomeriggio per concedersi una pausa, molti sono abituati a concedersi una pausa soltanto all’ora di pranzo o nel pomeriggio addirittura con il tradizionale e storico pisolino, la scienza, invece, ha dimostrato che un momento di stacco anche in mattinata potrebbe essere importante per affrontare al meglio la giornata , basta semplicemente anche qualche minuto per mettersi al sole o per fermarsi a gustare un caffè, o ascoltare un brano musicale o leggere una frase piacevole sorseggiano un Tè verde.

La diffusione e permettetemi oggi l’abuso di dispositivi elettronici anche prima di dormire non fa affatto bene, la luce blu emessa dal telefono può interrompere il ciclo del sonno. Oggi grazie ai diffusi social siamo sempre connessi con il resto del mondo e mandiamo e riceviamo stimoli continui, abbiamo poi perso l’abitudine di sfogliare un bel libro, talvolta molto conciliante con il Sonno, grazie agli innovativi e fruibili e-book, con i quali ci addormentiamo sotto lo stimolo luminoso e talvolta ci risvegliamo utilizzando le sveglie di quest’ultimo.

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Al Risveglio, possibilmente grazie ad un suono dolce della sveglia la cosa da evitare è quella di alzarsi bruscamente è un errore da evitare e può far veramente male alla tua salute. L’improvviso passaggio dalla posizione sdraiata a quella eretta potrebbe causare un fenomeno chiamato ipertensione ortostatica, che consiste in un improvviso calo della pressione. Prova a fare un minimo esercizio fisico, per rimettere in moto la circolazione magari del lieve e piacevole “stiracchiamento”

Idealmente proprio la mattina sapendo che hai molte cose da fare, invece di svegliarsi in maniera dirompente e iniziar subito la tua giornata, sarebbe meglio, avere qualche minuto da dedicare allo stretching; migliorar la circolazione e aiutar i muscoli ad entrare di nuovo in azione dopo un lungo periodo di immobilità. Inoltre fare stretching la mattina è un vero toccasana anche contro lo stress.

Alzarsi dimenticando di bere, idealmente due bicchieri d’acqua sarebbero un vero toccasana perché dopo qualche ora di sonno il tuo corpo è disidratato. In questo modo il tuo corpo funzionerà meglio, sarai più sveglio e potrai combattere meglio quell’irresistibile sensazione di lentezza che ti prende dopo una dormita.

Ultima attenzione, nell’ottica di un wellness ideale, fare una scarsa colazione o nella peggior delle ipotesi non farla e soprattutto non consumare proteine, spesso commetti l’errore di non consumare nessun tipo di proteina proprio durante questo pasto. Eppure ne hai bisogno, perché è importante distribuire queste sostanze nutritive nel corso di tutta la giornata. Uova, ricotta e yogurt possono essere essenziali.

Al prossimo appuntamento e soprattutto buon risveglio per domattina ©

PEFS ( panniculopatia edemato-fibro-sclerotica )

 

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PEFS ( panniculopatia edemato-fibro-sclerotica )

La “cellulite”, è una condizione che colpisce circa l’80-95% delle donne in età fertile, essenzialmente collegata ad una stasi micro-circolatoria dell’ipoderma a livello degli arti inferiori, con alterazione dello scambio plasmatico tissutale. La cellulite si accompagna spesso a strati di adiposità localizzata, sebbene possa manifestarsi tanto nelle donne obese, quanto in quelle normolinee o magre.

Prendiamo ora in considerazione le principali quattro patologie che affliggono gran parte della popolazione mondiale per quanto riguarda gli inestetismi e che tornano alla ribalta spesso in concomitanza delle feste per prepararsi cosi fisicamente e psicologicamente all’arrivo della primavera.

Le zone più frequentemente colpite da fenomeni di adiposità localizzata variano tra i due sessi. Gli uomini manifestano solitamente la cosiddetta “obesità di tipo androide o a mela” (massa adiposa concentrata nel viso, nel collo, nelle spalle e soprattutto nell’addome al di sopra dell’ombelico) che si associa, tra l’altro, a livelli più alti di glicemia, trigliceridi e pressione arteriosa; nelle femmine prevale invece l’obesità di tipo ginoide o a pera (massa adiposa concentrata nelle anche, nelle natiche, nelle cosce e nell’addome al di sotto dell’ombelico). Per adiposità localizzata s’intende un tessuto costituito da cellule adipose sane, normali più o meno localizzato ed è la responsabile di inestetismi come la pancetta,  e come le maniglie dell’amore.

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Vi puo’ sembrare strano, ma quello che oggi e’ un inestetismo una volte invece era un punto di bellezza : tra il sedicesimo e il diciassettesimo secolo, infatti le donneabbondanti, prosperose e con molta cellulite erano considerate simbolo della femminilita’ e della prosperita’. Oggi invece si da’ notevole importanza alla linea e alla forma fisica. Ecco quindi che la cellulite diventa qualcosa da eliminare con ogni metodo : dalla dieta alla chirurgia.

La cellulite colpisce il 90% della popolazione femminile e molto spesso viene indicata solo come uno spiacevole inestetismo. In realtà la cellulite, è una vera e propria malattia del tessuto sottocutaneo, si tratta infatti, di un’alterazione che impedisce il normale scambio di sostanze nutritive, dei liquidi e dalle scorie, cioè materiali di scarto prodotti dall’organismo che non vengono allontanati.

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E’ differenziabile in  cellulite edematosa, il primo stadio della cellulite e,  si riconosce perché la pelle, nei punti critici, è pastosa e se pizzicata, compare un effetto” bucherellato” sulla superficie simile alla “pelle di una arancia”. Le sue origini sono dovute a disfunzioni ormonali, costituzionali ed ereditarie. La cellulite edematosa è causata da una perdita di elasticità dei vasi sanguigni che irrorano il tessuto adiposo causando il ristagno dei liquidi

La cellulite fibrosa è il secondo stadio della cellulite. Se si stringe la pelle fra le mani, il suo aspetto appare come quello di un sacchetto pieno di biglie, con protuberanze abbastanza evidenti. Questa forma di cellulite è dovuta ad un ristagno di liquidi costante che crea una sofferenza per il tessuto adiposo rendendolo fibroso, rendendo la pelle dura al tatto.

La cellulite sclerotica si riconosce immediatamente perché, anche se non compressa, la pelle presenta avvallamenti e protuberanze come un sacchetto di noci; inoltre, comprimendo le zone colpite,si proverà dolore e si avvertiranno gli strati profondi sottocutanei inspessiti.

Dimagrire, seguendo una dieta sana e facendo regolare esercizio fisico, è probabilmente il modo più efficace per combattere la cellulite. Perdere peso e rafforzare i muscoli delle gambe, delle cosce e dei glutei può migliorare anche di molto l’estetica della pelle, tuttavia il dimagrimento, da solo, apporta pochi benefici. Quando sarete dimagriti la cellulite potrà magari essere meno visibile, ma non scomparirà completamente.

Alcune persone alla ricerca di una terapia per la cellulite possono orientarsi verso la liposuzione. Durante l’intervento di liposuzione un chirurgo inserisce un tubicino sottopelle, attraverso una minuscola incisione, e poi aspira le cellule adipose. La liposuzione può rimodellare il corpo, ma non rimuoverà la cellulite: in alcuni casi potrà addirittura farla apparire peggiore.

Il Massaggio drenante , è in grado di migliorare la circolazione sanguigna, di rimuovere le tossine e di drenare i liquidi in eccesso nelle zone maggiormente soggette alla cellulite. Un metodo in particolare, l’Endermologie (noto anche come lipomassaggio) usa una macchina manovrata a mano che impasta la pelle tra due cilindri. Dopo questo trattamento potreste notare un lieve miglioramento delle condizioni della pelle, ma i risultati di solito sono di breve durata.

Le Varie Creme anticellulite che sono sul mercatocontengono molti ingredienti diversi, come vitamine, minerali, estratti erboristici e antiossidanti. Finora nessuna ricerca ha dimostrato la loro efficacia. In alcuni casi, gli ingredienti di questi prodotti possono causare reazioni allergiche o reazioni cutanee; particolarmente efficace risulta essere una crema ad alta concentrazione di Levotiroxina ed Escina in concetrazioni diverse, 1: 3 esattamente , venduta esclusivamente in Farmacia con unica controindicazione importante l’intolleranza allo Iodio da parte della paziente.

Particolare attenzione da parte delle pazienti anche nello stadio iniziale edematoso della cellulite va riservata alla dieta; frutta e verdura ed in particolare quella ricca di acido ascorbico, una vitamina che protegge i capillari sanguigni. Gli alimenti più ricchi di questa sostanza, meglio conosciuta come vitamina C, sono: alcuni frutti freschi (quelli aciduli, agrumi, ananas, kiwi, fragole, ciliegie ecc.), alcune verdure fresche (lattuga, radicchi, spinaci, broccoletti ecc.), alcuni ortaggi freschi (broccoli, cavoli, cavolfiori, pomodori, peperoni) e tuberi (patate soprattutto se novelle).

L’acqua deve diventare una fedele compagna e come tale va portata sempre con sé. Una corretta idratazione è infatti una delle soluzioni più semplici ed efficaci per combattere la cellulite. Bisogna pertanto sforzarsi di consumare almeno un paio di litri di acqua al giorno. In generale è buona regola aumentare le dosi quando il colore delle urine è troppo scuro e/o di cattivo odore (per esempio nel periodo estivo o più in genere quando si fa sport e si suda molto).

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Alcune bevande alcoliche e non (come aranciate, bibite, cola, succhi di frutta, birra, caffè zuccherato, tè ecc.) oltre a fornire acqua apportano anche altre sostanze che contengono calorie (zuccheri, alcol) o che sono farmacologicamente attive (ad esempio caffeina). Queste bevande vanno quindi usate con moderazione. E’ invece consigliato l’utilizzo di acque oligominerali o minimamente mineralizzate.

Al prossimo appuntamento ……….. ©

Curcuma longa ( zafferano delle indie )

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La curcuma è una pianta erbacea dal colore giallo-ocra originaria dell’India. Gli indiani ne conoscono i benefici da più di 5mila anni. Sin dall’antichità è conosciuta infatti non solo come spezia, ma anche come colorante e antinfiammatorio.

La curcuma è una spezia largamente utilizzata nella cucina indiana e mediorientale e si ricava da una pianta chiamata Curcuma Longa, coltivata principalmente nel sud dell’India.

Questa spezia si impiega da oltre 5000 anni nella medicina ayurvedica come depurativo generale, digestivo, antinfiammatorio, dissenteria, artrite e disturbi epatici, il Suo olio essenziale contiene curcumina, proteine, glucosio, vitamina C e fruttosio.

La Curcuma vanta straordinarie proprietà curative e nella medicina ayurvedica è utilizzata da migliaia di anni Pianta erbacea perenne, dal caratteristico rizoma di colore giallo, originario dell’asia meridionale, india e indonesia. La Curcuma è anche nota con il nome di zafferano delle indie.

Il Paese in cui si registra il maggior consumo di curcuma al mondo, da Li Zafferano Indiano, ha catturato l’attenzione dei ricercatori per la bassissima incidenza di tumori in India sicuramente grazie alle particolari ed interessanti azioni antiossidanti.

Questa azione specifica Antiossidante ed antiradicali liberi  sarebbe da attribuire alla curcumina, sostanza presente all’interno della spezia e dotata di un forte potere antiossidante, blocca la crescita di cellule tumorali e trasforma i radicali liberi in sostante innocue all’organismo. Oltre a questa incredibile proprietà, molte altre sono riconosciute alla curcuma: antinfiammatorio, digestivo ed epatoprotettore.

E’ indicata in caso di abuso di alcool o farmaci pesanti per la protezione del fegato, come digestivo per digestione lenta, pesantezza o disturbi intestinali e molto altro. Ma i benefici di questa spezia non finiscono qui.

La curcumina ha anche proprietà cicatrizzanti: in India viene applicato il rizoma di curcuma per curare ferite, scottature, punture d’insetti e malattie della pelle. Infine, secondo un recente studio, la curcuma può essere considerata un buon alleato nel rinforzare le difese immunitarie. Secondo questo studio, dopo l’assunzione della spezia verrebbe attivato un enzima antimicrobico, già presente nel nostro organismo, le cui potenzialità verrebbero triplicate.

Come molti altri studi hanno già confermato nel corso degli ultimi anni, la curcumina è un vero e proprio elisir di lunga vita, perché aiuta prevenire il cancro (specie quello che aggredisce la zona della testa e del collo), aumenta in modo naturale l’effetto benefico della chemioterapia nel trattamento di dei tumori, contrasta l’azione dei radicali liberi e rallenta così i processi di invecchiamento; è utile per prevenire e combattere l’artrite reumatoide e – come avevano già ipotizzato alcuni studi di neuropatia – ha anche proprietà antinfiammatorie, antisettiche e antidolorifiche.

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Secondo altri studi, la curcumina avrebbe proprietà benefiche anche per il fegato, per il diabete e il colesterolo e addirittura sembrerebbe aumentare l’effetto dei farmaci retro virali usati nel trattamento contro l’HIV (alcuni medici consigliano di consumare 8 cucchiai di curcuma mescolati in un litro di pomodoro) e ad arrestare con più efficacia l’avanzata del virus.

Curcuma

La curcuma è oggi considerata un potente antitumorale: il suo principio attivo, la curcumina, che dà anche il colore giallo alla spezia, previene trombosi, abbassa il colesterolo ed è un indiscusso antiossidante. Aggiornati studi di settore oggi confermano che la curcumina è utile nella prevenzione e nella cura dei tumori soprattutto dello stomaco, dell’intestino, del colon, della pelle e del fegato. Pare inoltre che la curcuma sia un ottimo “farmaco” anche nei casi di calcoli biliari. Essendo così potente la sua azione antinfiammatoria, alcuni ricercatori hanno notato che la curcumina concorre ad aumentare i linfociti T helper nei casi di infezione da Hiv come in presenza dei virus delle epatiti. Per le sue virtù immunostimolanti, la curcuma viene anche considerata un efficace antiage: chi ne assume anche solo un pizzico ogni giorno ripara le cellule danneggiate e favorisce la generazione di nuovi tessuti.

Risotto nero alla curcuma :

Ingredienti per 4 persone: 1 porro (o 1 cipolla), 320 grammi di riso Venere ( Nero ) , circa 1 litro – 1 litro e mezzo di brodo vegetale, panna vegetale di soia, 3 cucchiaini di curcuma, olio extravergine oliva e pepe qb.

Preparazione: soffriggete in una casseruola il porro o la cipolla con l’olio, poi versateci dentro il riso e lasciatelo rosolare per qualche minuto. A parte avrete preparato il brodo vegetale che piano piano verserete nella casseruola per fare in modo che il riso si cuocia, girandolo ogni tanto considerate che ci vuole circa 1 ora, abbondate quindi con il brodo, se volete evitare di doverlo girare troppo spesso per paura che si attacchi. Una volta cotto il riso e asciugato quasi tutto il brodo, aggiungete la panna a vostro piacimento e infine spolverate con la curcuma e il pepe. ©

                                                                                                     Dott. Giulio Lattanzi

                                                                                                   farmacista,nutrizionista

                                                                                                  Farmacia C. “ Le Fornaci “

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